Bocci 2012

BOCCI VALERIO, Comunicare la fede ai ragazzi 2.0. Una proposta di catechesi comunic-attiva, Elledici, 2012

* * *

Come comunicare la fede ai ragazzi di oggi, sempre connessi con i nuovi media, iperattivi e cittadini di un mondo virtuale?

Quali “parole”, linguaggi e strumenti adottare per annunciare loro la Buona Notizia?

Sono gli interrogativi che i catechisti di oggi ripetono come un ritornello.

Un tentativo di risposta arriva dalle pagine di questo libro che propone riflessioni, verifiche ed esempi concreti di catechesi “comunic-attiva” con il collaudato format dell’ipertesto su carta.

Un mix di parole e immagini, idee e suggerimenti per entrare in connessione con i “ragazzi 2.0”.

Bollin 2012

BOLLIN ANTONIO – CUCCHINI FRANCESCA, Vegliate e pregate (Mt 26,41). Veglie di Avvento, Elledici, 2012

* * *

“Vegliate e pregate (Mt 26,41). Veglie di Avvento” è il titolo di un volumetto – fresco di stampa – prediposto dall’Ufficio per l’evangelizzazione e la catechesi della diocesi di Vicenza, contenente cinque Veglie di preghiera in preparazione al Natale e, in appendice, una breve liturgia penitenziale.

L’Avvento è un periodo di attesa gioiosa del mistero dell’Incarnazione, tempo di riflessione e di stupore, nella contemplazione di uno degli eventi più suggestivi della storia della salvezza.

Nell’Anno della fede, che stiamo celebrando, lo sguardo sul Dio fatto Uomo acquista un significato ancora più profondo e coinvolgente.

Ogni Veglia, pur presentando brani scritturistici inerenti al Natale, offre vari spunti di meditazione e modalità diverse, da vivere con gruppi parrocchiali, famiglie, catechisti e giovani animatori. Il sussidio è frutto di un lavoro accurato, compiuto con autorevole competenza dalla prof.ssa Francesca Cucchini, preziosa Collaboratrice dell’Ufficio e da don Antonio Bollin, Direttore del medesimo Ufficio.

L’auspicio è che molti fedeli possano valorizzare questo valido strumento, per accostarsi alla grotta di Betlemme con cuore ringiovanito dalla fede e colmo di speranza. Il testo è disponibile presso la Segreteria dell’ufficio e nelle librerie cattoliche.

Lavermicocca 2012

LAVERMICOCCA CARLO (a cura di), In cammino verso un nuovo modello di iniziazione cristiana. Prospettive comuni per un rinnovamento nelle Chiese di Puglia, Edizioni Viverein, 2012

* * *

Il presente volume che raccoglie gli Atti dei due forum realizzati in Puglia dalla Commissione Catechistica Regionale per la catechesi (15-16 febbraio 2010 e 7-8 marzo 2011) col preciso

scopo di offrire informazioni utili agli operatori del settore catechistico, ascoltando gli approfondimenti degli esperti e analizzando alcune esperienze in atto, per dare corso a una riflessione comune da parte delle Chiese di Puglia e per giungere alla proposta di alcune indicazioni operative, al fine di accompagnare la sperimentazione nel contesto propriamente “pugliese”.

L’esperienza dei due forum è stata intesa come una sorta di “laboratorio”, come ne esistono altri nella Chiesa italiana, per convogliare le risorse presenti nel territorio in modo da affrontare le sfide che vengono dall’attuale scenario sociale e culturale e riprogettare la prassi ordinaria dell’iniziazione cristiana, senza la pretesa di arrivare in fretta a un nuovo modello, ma con l’umiltà di preparare le condizioni mettendo in campo gli elementi fondamentali di un rinnovato progetto ecclesiale.

La raccolta, pubblicata in occasione del Convegno Catechistico Regionale di Ostuni (22-24 giugno 2012), è il frutto del comune impegno messo in atto dagli Uffici Catechisti Diocesani. Si tratta di una lodevole iniziativa editoriale non solo perché esalta la dimensione comunionale e progettuale delle Chiese pugliesi, ma anche perché si inserisce in modo proficuo nel cammino di ricognizione disegnato dalla Commissione Episcopale per la Dottrina della fede, l’Annuncio e la Catechesi e promosso dall’Ufficio Catechistico Nazionale per rivisitare la prassi iniziatica e ridefinire gli orientamenti comuni validi per tutta la Chiesa italiana.

* * *

Carlo Lavermicocca

Sacerdote della diocesi di Bari-Bitonto, parroco, professore stabile di Psicologia della Religione e di Didattica della Religione e vicedirettore nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Bari, insegnante di ruolo di IRC nella Scuola Secondaria, collabora con l’Istituto Pastorale Pugliese. E’ socio dell’ Associazione italiana Catecheti (AICA) e della Società Italiana di Psicologia della Religione (SIPR). Ha pubblicato numerosi saggi che affrontano le problematiche psico-pedagogiche dell’educazione religiosa.

Lorenzi 2012

LORENZI U. – DIANA M. – FELIZIANI KANNHEISER F. – FALCINELLI F. – ATTANASIO M.R. – MEDDI L., Iniziazione cristiana per i nativi digitali. Orientamenti socio-pedagogici e catechistici, Paoline, 2012

* * *

Questo volume intende offrire ai catechisti e a tutti gli operatori pastorali alcune linee indicative in risposta all’emergenza educativa e agli orientamenti della CEI, circa l’impostazione dell’iniziazione cristiana secondo il modello catecumenale, rivolta ai ragazzi di oggi, ai così detti «nativi digitali».
Si sa che non basta proporre una nuova metodologia per dare una svolta ai percorsi di catechesi e per ottenere risultati ottimali. Gli stessi vescovi palesano interrogativi in proposito e monsignor Crociata parla, più che di modello, di «istanza catecumenale». Negli Orientamenti Pastorali 2010-20, al n. 40, ci si riferisce, poi, a «itinerari differenziati»: «Esperienza fondamentale dell’educazione alla vita di fede è l’iniziazione cristiana, che “non è quindi una delle tante attività della comunità cristiana, ma l’attività che qualifica l’esprimersi proprio della Chiesa nel suo essere inviata a generare alla fede e realizzare se stessa come madre”. Essa ha gradualmente assunto un’ispirazione catecumenale, che conduce le persone a una progressiva consapevolezza della fede, mediante itinerari differenziati di catechesi e di esperienza di vita cristiana».

Con tali itinerari la Chiesa si ripromette di proporre «in una società caratterizzata dal pluralismo culturale e religioso e percorsa da molteplici fenomeni di secolarismo (…) forme più idonee per annunciare il Vangelo e promuovere una mentalità cristiana matura.

In particolare, offre un adattamento del Rito per l’iniziazione cristiana degli adulti alle esigenze dei fanciulli e dei ragazzi dai 7 ai 14 anni e indica «contenuti, finalità e modalità per itinerari che conducano alla maturità della fede, a divenire cioè discepoli di Gesù in cammino con lui verso il Padre, vivendo un’esistenza secondo lo Spirito, membri coerenti e attivi della Chiesa, testimoni autentici del Vangelo nel mondo».

Tuttavia sarebbe stato opportuno, forse, prima di indicare un nuovo modello, attuare una verifica per scoprire le cause dei risultati, non pienamente soddisfacenti, conseguiti dai percorsi ispirati al Documento Base e per individuare, quindi, se sia stato un problema di metodo o di contenuti; di impreparazione dei catechisti o di incapacità di inculturare la fede, adeguando le proposte ai soggetti concreti; di mancanza di esperienza di fede e, quindi, di Gesù, o di carenza di formazione umano-cristiana integrale della persona; di mancanza di una catechesi contestualizzata, che coinvolgesse la famiglia, o di carenza nell’esperienza di Chiesa, come comunità.

Forse tutti questi aspetti e altri ancora, non sviluppati in maniera adeguata, hanno influito, determinando cammini di fede poco «convincenti», che non hanno fornito alle giovani generazioni i fondamenti per aprirsi all’azione di Dio nella loro vita, gustarne la presenza e fare scelte conseguenti. Meddi fa rilevare come sia stata ignorata nella catechesi «la logica pedagogica delle finalità e dei processi di crescita nella fede» e si sia assunta «la pedagogia soltanto come strumento didattico», e sottolinea che, per superare la crisi, occorre, invece, un modello di itinerario olististico, capace di includere le diverse dimensioni della vita e che faccia dialogare l’istanza catecumenale con gli altri progetti di IRC (cfr. pp. 152.157).

Un’attenzione, che è da mettere assolutamente in atto, oggi, è certamente quella verso i nostri interlocutori, i nativi digitali, caratterizzati da una nuova mentalità, da nuove modalità percettive e relazionali.

In questo ci fa da Maestro e da battistrada lo stesso Gesù che, nella scelta della via dell’incarnazione, assume tutto della nostra umanità e si inserisce nel punto più basso e profondo di essa, nel suo punto abissale, per incontrarci e salvarci, usando linguaggi e segni adeguati ai suoi interlocutori:

  • egli si lascia incontrare dai pastori nel «segno della mangiatoia». La sua «povertà» lo rende un Dio vicino, uno come loro, l’Emmanuele, il «Dio con noi». La «stella» e la sua «luce» sono il segno, invece, della sua Presenza per i magi, sapienti ricercatori o astrologi;

  • il suo gesto di condivisione e di solidarietà con noi peccatori e di assunzione della nostra fragilità e del nostro peccato, nel battesimo, diventa il segno di riconoscimento per la gente – o almeno per alcuni discepoli – che si sente bisognosa di conversione e si lascia battezzare da Giovanni;

  • e così avviene per ogni altro gesto o parola di Gesù: dall’annuncio del Regno al racconto delle parabole; dal gesto di toccare i lebbrosi o di lasciarsi toccare; dal cercare «i peccatori» al mangiare con loro; dall’avere compassione al perdonare; dal guarire al risuscitare; egli è un Dio che partecipa alla vita e alle problematiche delle persone, facendosene carico e conducendo alla liberazione e alla salvezza;

  • fino al gesto culminante nella sua consegna totale, per amore, sulla croce, dove è riconosciuto dal centurione romano, e ai gesti che mette in atto, da Risorto, quando va incontro ai discepoli smarriti;

  • per rimanere, poi, presente per sempre, in comunione profonda con noi e riconoscibile, nel suo «spezzarsi» nei segni del pane e del vino, quando celebriamo nell’Eucaristia la sua morte e risurrezione.

Gesù è Colui che, come Dio, si fa così fragile, da incontrarci nella nostra fragilità: nella scelta di «un’abissale piccolezza divina» incontra «la nostra abissale piccolezza umana» e, a partire da questa interazione profondissima, ci trasforma con la potenza di amore del suo Spirito, perché diventiamo come lui.

E nei riguardi dei nativi digitali? È bene domandarsi: dove e come intercettare la loro «nuova umanità» emergente e le loro aspirazioni più profonde? Come evidenziare quel Gesù, crocifisso e risorto, che, ancora oggi, si fa storia ed è presente nella rete e nelle tante proposte che si diramano sulle strade informatiche? Come far emergere Gesù che è già in loro e a cui appartengono, e che li sta già conducendo su cammini inediti e salvifici?

L’intento di questo testo è proprio quello di offrire suggerimenti in tal senso. Nel primo contributo si considera la validità dei percorsi di IC secondo l’istanza catecumenale e, precisandone la valenza e senza volerli assolutizzare, si indicano alcune condizioni in vista di un loro «apporto che sia proficuo e diventi sostenibile» (I. Parte introduttiva – Lorenzi); l’attenzione si sposta, poi, su «II. I soggetti» dell’IC e sulle loro caratteristiche: si analizzano, a livello socio-culturale, le nuove iniziazioni sociali dei ragazzi, considerando anche le trasformazioni che riguardano la famiglia e la società della «modernità liquida» (Diana); si affronta, quindi, a livello psicopedagogico, il rapporto tra catechesi e psicologia, e si esaminano le fasi di sviluppo della religiosità del bambino e del ragazzo, offrendo alcune «linee dinamiche» per una IC che coinvolga tutta la persona (Feliziani K.); segue l’analisi, anche a partire da alcune ricerche, dei comportamenti, delle categorie concettuali, delle nuove competenze dei nativi digitali, e delle esigenze, che ne derivano, di innovazione in ambito educativo e didattico (Falcinelli); a un livello più direttamente comunicazionale, si focalizza il rapporto comunicazione-catechesi e comunicazione-educazione, e si considera la ricaduta antropologica, determinata dalla multimedialità, e l’urgenza di «una iniziazione cristiana situata e connettiva» che ponga i soggetti al centro, come protagonisti e interlocutori creativi (Attanasio); si conclude il percorso con un apporto a livello catechistico/catechetico – che fa da cerniera con il primo di Lorenzi – che propone un modello di itinerario, richiesto per rispondere alle sfide rilevate, e individua obiettivi globali da perseguire nei diversi archi di età, da 0 a 19 anni (Meddi).

Ci auguriamo, con questo volume, non soltanto di offrire elementi che, spaziando su tutti i fronti implicati, conducano a ulteriori approfondimenti sugli itinerari di iniziazione cristiana e sulle nuove caratteristiche dei soggetti interessati, ma anche di consentire già «una pratica di vita» che orienti, progressivamente, a una maturità umano-cristiana dei nostri interlocutori.

Moog 2012

MOOG FRANÇOIS – MOLINARIO JOËL (a cura di), La catechesi e il contenuto della fede. Atti del quinto colloquio internazionale dell’Institut Supérior de Pastorale Catéchétique (ISPC), Parigi 15-18 febbraio 2011, Elledici, 2012

* * *

La Chiesa italiana sta ponendo mano alla riscrittura del Documento base attraverso la redazione di un «documento condiviso» in materia catechistica. Nello stesso momento il Magistero, in occasione del prossimo “Anno della fede” sottolinea con particolare enfasi l’utilizzazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, nel ventennale della sua prima promulgazione.

In un tale contesto torna necessariamente in primo piano il problema del “contenuto” della catechesi o, più precisamente, il problema che nasce dall’esigenza di essere attenti, ad un tempo, sia ai contenuti dell’atto catechistico (fides quae), sia alla vita, ai problemi e alle esigenze di quanti sono catechizzati (fides qua).

Il Centro evangelizzazione e catechesi “D. Bosco” della Elledici e l’Istituto di Catechetica dell’Università Pontificia Salesiana intendono offrire al pubblico italiano un contributo alla migliore comprensione della problematica presentando la traduzione degli atti del colloquio internazionale organizzato dall’Institut Supérieur de Pastorale Catéchétique di Parigi nel febbraio del 2011, dedicato precisamente a: La catechesi e il contenuto della fede.

La lettura delle relazioni tenute quell’occasione potrà suggerire anche ai catechisti e catecheti italiani utili elementi di riflessione. Alcune pagine riflettono in particolare, come del resto è ovvio, la storia e l’attualità della catechesi francese; si è cercato, allora, di venire incontro al lettore meno addentro alle vicende catechistiche d’Oltralpe con una nota redazionale previa, di carattere esplicativo. Inoltre, sempre per facilitare l’accostamento al testo, le opere citate nelle note bibliografiche, quando possibile, sono state indicate in edizione italiana.

Rezzaghi 2012 /2

REZZAGHI ROBERTO, Manuale di didattica della religione, La Scuola, 2012

* * *

Di fronte all’odierna emergenza educativa, la tenuta dell’IRC nella scuola italiana è motivo di grande soddisfazione, ma anche di responsabilità per la comunità cristiana. In nessun altro ambiente, infatti, essa può incontrare le nuove generazioni in modo così massiccio per parlare loro in modo serio di Dio.

Per questo gli insegnanti di religione sono chiamati a operare con particolare competenza, nel rispetto della laicità della scuola statale, della confessionalità della disciplina concordataria e delle attese educative di ragazzi e famiglie che scelgono di avvalersene.

Il presente manuale, nato dalla docenza, dalla formazione in servizio e dalla sperimentazione, intende essere uno strumento utile a tutti coloro che, a vario titolo, sono interessati a conoscere l’IRC, la sua natura e i suoi problemi; ma si rivolge in particolare agli insegnanti di religione e agli studenti che si preparano a diventarlo. A essi intende fornire le conoscenze di base per comprendere il profilo della disciplina attuale, la pedagogia scolastica con la quale è chiamata a misurarsi e i modelli di insegnamento della tradizione, aperti all’uso delle moderne didattiche e alle loro tecnologie.

* * *

Indice del testo

  1. L’Insegnamento scolastico della religione nel Regno d’Italia

  2. L’insegnamento scolastico della religione nella Repubblica italiana

  3. Educare la religiosità nella scuola dello Stato laico

  4. La relazione educativa, la didattica e i suoi modelli

  5. Il rinnovamento metodologico agli inizi nel Novecento. Il modello puerocentrico.

  6. Il modello kerygmatico

  7. Il modello antropologico esperienziale

  8. Il modello curricolare

  9. Il modello della didattica per concetti

  10. I criteri della riforma scolastica per l’IRC.

  11. Insegnare oggi: l’irc nella scuola della riforma

Rezzaghi 2012 /1

REZZAGHI ROBERTO, Il sapere della fede. Catechesi e Nuova Evangelizzazione, EDB, 2012

* * *

Il recente sinodo dei Vescovi, su “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana”, affronta difficoltà pastorali che riguardano anche i catechisti. Il diffuso clima di secolarizzazione, infatti, sembra vanificare il loro impegno e a volte, smarriti e sfiduciati, si interrogano. E’ ancora possibile fare “catechesi”? Che caratteristiche dovrebbe avere in un tempo di “nuova evangelizzazione”? E’ concretamente fattibile una “catechesi evangelizzatrice”? Come?

Ecco alcuni brucianti interrogativi affrontati dal libro, nel quale le tematiche della catechetica fondamentale vengono rivisitate e discusse con attenzione ai punti critici, ai nervi scoperti; ma anche ai segni di speranza, ai germi di bene, alla “foresta” che lo Spirito sta facendo crescere. Spesso essa rischia di sfuggire allo sguardo, solo perché non corrisponde sempre alle nostre attese e non si adatta ai modelli catechistici più convenzionali.

Oggi la catechesi si trova a fare i conti con una situazione culturale che rimodella ruoli, funzioni, relazioni e valori di riferimento. Frammentazione e «vita liquida» diventano così gli indicatori di una profonda crisi che coinvolge anche i modi di vivere la fede cristiana e investe, in particolare, il ruolo del catechista, dibattuto tra esigenze di testimonianza ecclesiale e rinnovate richieste di competenze didattiche e pedagogiche.

«Forse diamo troppo per scontato che le nostre comunità siano l’ambiente ottimale nel quale una persona possa incontrarsi con Dio. Ma è proprio così? E se invece avessero un po’ smarrito la grammatica e la sintassi del dialogo con Gesù Cristo?», si interroga l’autore.

Più che sulla quantità, la catechesi dovrà scommettere sulla qualità sapendo, come ha affermato Benedetto XVI, che «la Chiesa cattolica deve comprendersi come minoranza creativa», depositaria di valori vivi e attuali, poiché normalmente sono proprio le minoranze creative a immaginare e a costruire il futuro.

* * *

Indice

Introduzione

1 – Fare catechesi oggi. Tra difficoltà e ricerca di nuove vie.

La “secolarizzazione” e la “nuova evangelizzazione”

La “nuova evangelizzazione” e i problemi “nuovi” della catechesi

Dal rinnovamento della catechesi a quello della pastorale

2 – In ascolto della Parola. La natura kerygmatica della catechetica.

Il primato dell’evento salvifico

Il “lieto annuncio” che risuona nella vita.

La “Chiesa domestica”: culla della catechesi

3 – In ascolto dell’uomo. La catechetica tra le scienze umane

Educazione e catechesi

Dalla pedagogia alle scienze umane

In ascolto degli uomini del nostro tempo, da credenti

La catechetica in dialogo con le scienze umane

4 – I soggetti della catechesi. Caratteristiche e competenze

La paternità di Dio e la maternità della Chiesa

La compagnia

L’insegnamento

L’ “attaccamento” e la “sequela”

L’appartenenza ecclesiale convinta e gioiosa

5 – Il metodo catechistico: tra didattica e seduzione

L’incontro con Dio

Media e problemi della comunicazione

Discorso sul metodo

6 – Gli esiti auspicati. L’Iniziazione Cristiana tra favola e realtà.

I problemi della iniziazione cristiana

I sacramenti della Iniziazione cristiana: dalla scissione al difficile recupero dell’unità

Le difficoltà e le sperimentazioni in atto

Verso nuovi orizzonti

Imparare a promuovere competenze

Conclusione

Alcamo 2011 /2

ALCAMO GIUSEPPE, Ridire Associazioni e Movimenti ecclesiali. Formazioni, catechesi e dinamiche educative, Paoline, 2011

* * *

La nascita di associazioni e movimenti ha caratterizzato la vita ecclesiale del XX secolo, esprimendo un ventaglio di carismi, di spiritualità e di accentuazioni catechetiche non sempre riscontrabili nei secoli precedenti.

Oggi, nella riconosciuta emergenza educativa, qual è l’apporto che possono dare i movimenti e le associazioni? Quale potrebbe essere il loro ruolo nella formazione e catechesi degli adulti, che tanto sta a cuore ai Vescovi italiani? Questo saggio vuole rispondere proprio a tali domande, e lo fa attraverso una ricerca articolata in tre momenti: una ricostruzione, a grandi linee, della logica del «movimento» che caratterizza la storia della Chiesa; la lettura del vissuto attuale della Chiesa e il suo sviluppo catechetico; la presentazione esemplificativa di alcune testimonianze, come coscienza riflessa di quello che i membri dei movimenti e delle associazioni stanno vivendo.

Fermo restando che deve essere tutta la Chiesa a porsi come comunità educante, i percorsi di formazione promossi dai movimenti e dalle associazioni, con i loro diversi carismi, possono tuttavia offrire un valido aiuto per la maturazione dei credenti, soprattutto per quanto concerne alcune costanti quali: la

tensione per la fedeltà al Vangelo e all’uomo; il desiderio di vivere dentro la vita della Chiesa locale; uno stile pastorale semplice e «familiare»; il servizio ai più poveri; la promozione di un laicato adulto e responsabile.

Come ben dimostra il volume, l’azione educativa tra i cristiani non può non essere frutto di convergenze e alleanze tra tutte le realtà ecclesiali, ma non solo.

Alcamo 2011 /1

ALCAMO GIUSEPPE (a cura di), Il compito educativo della catechesi. Il contributo del Documento Base, Paoline, 2011

* * *

Il 2 febbraio 1970 veniva pubblicato il Documento di base Il rinnovamento della catechesi, « un momento storico e decisivo per la fede cattolica del popolo italiano», secondo quanto ebbe a dire Paolo VI.

A più di quarant’anni di distanza, con la nuova sensibilità ecclesiale acquisita e nel nuovo contesto sociale che si è venuto a creare, soprattutto alla luce degli Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per il decennio 2010-2020, si sente più che mai il bisogno di rivedere questo importantissimo documento, sia per focalizzare il grande ruolo che esso ha avuto nel processo di rinnovamento catechistico, sia per individuarne le «rughe» che nel tempo hanno segnato la sua identità e la sua capacità di incidenza.

Tutto ciò al fine di creare una rinnovata piattaforma su cui impiantare una prassi catechetica di iniziazione e di educazione alla fede.

Gli interventi dei diversi autori, raccolti in questo volume, oltre a ricostruire l’impatto che la pubblicazione del Documento di base ha avuto nella Chiesa italiana, permettono soprattutto di cogliere l’evoluzione della catechesi italiana verso una forma sempre più preminente di educazione alla fede, mettendo in luce anche la straordinaria attualità dei contenuti di tale documento.

Biemmi 2011

BIEMMI ENZO, Il secondo annuncio. La grazia di ricominciare, EDB, 2011

* * *

Con il «secondo annuncio» la Chiesa si rivolge a quegli adulti che hanno ricevuto una prima educazione cristiana da bambini, ma che in seguito si sono allontanati dalla fede e/o dalla pratica cristiana. Per poter «ricominciare» un cammino di fede, tali persone necessitano di essere incontrate nelle situazioni reali di vita, là dove ne hanno maggiormente bisogno. L’autore fornisce un’introduzione al tema e alcune indicazioni teoriche e metodologiche di base; introduce poi alcune delle situazioni di vita che saranno oggetto di successivi sussidi di formazione: la generazione di un figlio, la scuola e lo studio, il mondo giovanile, il mondo virtuale, il matrimonio e la sua crisi, il lavoro, la fragilità affettiva, la disabilità, la povertà, la politica…

Il volume aiuta a comprendere il senso del secondo annuncio, ne presenta alcune esperienze semplici a titolo esemplificativo, offre una grammatica spirituale del secondo annuncio e ne traccia una possibile mappa nelle varie situazioni e nei momenti chiave della vita dei giovani e degli adulti. La sua finalità non è dire l’ultima parola sul tema, ma stimolare i primi passi per una conversione missionaria della pastorale e della catechesi nelle nostre parrocchie.

Il percorso si articola in un’introduzione sul «secondo annuncio», per chiarirne la nozione, definire l’ambito di esplorazione, indicarne la posta in gioco pastorale; il racconto di «esperienze di secondo annuncio» presenti in Italia, all’interno di quegli ambiti di vita individuati dalla mappa; una rilettura critica di queste esperienze, per segnalare quanto esse stanno apportando alla pastorale ordinaria delle nostre parrocchie, le piste che aprono, gli orientamenti che forniscono per una nuova pratica di evangelizzazione.

Il sottotitolo La grazia di ricominciare evidenzia la prospettiva con cui affrontare la sfida: come grazia non solo per i destinatari, ma per la stessa Chiesa, sollecitata a ricominciare da coloro che essa aiuta a ricominciare.