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Convegno 2005

FORMAZIONE NELLA COMUNITÀ CRISTIANA

Vitorchiano, 25-27 settembre 2005

 

1. Finalità

Il compito della catechesi oggi in Italia si configura sempre più come momento specifico tra la (futura) pastorale dei Nuova Evangelizzazione e la missione ordinaria delle comunità. All’interno di questo compito, inoltre, essa collabora in modo determinante alla proposta e realizzazione della iniziazione cristiana.

In questo modo essa scopre nella “qualità” della dimensione formativa il suo compito principale. Tuttavia la comunità cristiana possiede numerosi percorsi formativi al suo interno. Questi rimandano a dimensioni dell’agire pastorale, ad agenzie, istituzioni e centri di ricerca teologica, definite. Con queste, in un prossimo futuro, la catechesi dovrà e vorrà entrare in profonda interazione in nome della pastorale d’insieme o pastorale integrata e in nome dell’unità del destinatario, come ci insegna il DB 159 (cf. Dgc 1997, 272-273)Forse si potrebbe formulare l’ipotesi di ripensamento globale del momento iniziatico-formativo-educacativo da affidare ad una istituzione che faccia del momento iniziale della formazione della vita cristiana il suo compito centrale (cf. Dgc 1997, 274-278).

In ogni caso l’istanza di una pastorale integrata chiede alla catechesi e alle altre istituzioni formative di comunicarsi reciprocamente gli obiettivi e le scelte di metodo fondamentali che ciascuno persegue.

Questa finalità ben si colloca all’interno del cammino dell’AICa. Dopo aver considerato il proprium del rinnovamento catechistico e aver individuato nella cultura post-moderna e nella rinnovata richiesta religiosa le caratteristiche culturali entro cui si colloca il nostro tempo; dopo aver ricostruito i modelli formativi passati e recenti e individuato i cambi che l’istanza formativa porta in sé, ha affrontato la questione centrale dell’alterità come punto prospettico con cui può rivedere il suo proprio intervento formativo per arrivare ad approfondire le diverse e complementari istanze della formazione in ambito di pedagogia delle fede.

Questo ha permesso la realizzazione di alcuni seminari di approfondimento che formano la base “ideologica” del convegno che si vuole realizzare e che costituiranno in massima parte la pubblicazione che vuole seguire al convegno stesso.

2. Obiettivi

Con queste premesse proviamo ad individuare gli obiettivi specifici del prossimo convegno.

  • Primo: conoscere i percorsi formativi (obiettivi, modalità, agenti, risultati) di altre dimensioni pastorali, centri formativi e associazioni teologiche
  • Secondo: individuare le dimensioni comuni ritenute oggi importanti nella ridefinizione dei “processi formativi” ecclesiali

 


Atti del Convegno

 

Di seguito presentiamo il Sommario degli Atti. È possibile ordinare una copia cartacea scrivendo alla segreteria. Inoltre è possibile scaricare in formato PDF sia la Relazione Preparatoria “La formazione della Chiesa” (504 kb) sia la Relazione Associativa (874kb).

1. Introduzione

  • Formazione e comunità cristiana. Coscienza del tema nella associazione.

2. La condizione formativa

  • Religioni e pratiche formative. Analisi e prospettive
  • Antropologia della relazione e formazione

3. Formazione nella vita della chiesa

  • Crisi della pastorale come crisi formativa
  • Il forte vento della trasformazione
  • L’uso della formazione nell’attività pastorale della Caritas in Italia
  • Formazione e iniziazione simbolico-rituale alla fede.
  • Alcune “quaestiones disputatae” a proposito di formazione liturgica.
  • Liturgia, catechesi e cultura.
  • Riflessioni sulla condizione formativa attuale
  • L’Iniziazione cristiana delle nuove generazioni.
  • La formazione dei catechisti. Situazione e prospettive

4. Le buone pratiche

  • Apprendimento e «comunità di pratica»
  • Inculturazione del Vangelo nella comunicazione
  • La narrazione autobiografica. Le dimensioni scientifica ed umanistica
  • Comunità che (si) raccontano
  • Autobiografia e formazione ecclesiale

5. Prospettive per un futuro itinerario

  • Per un adeguamento dei processi formativi nella comunità cristiana

 


Introduzione

Vi presentiamo gli Atti e alcune riflessioni preparatorie del Convegno dell’AICa (Associazione Italiana dei Catecheti) svolto a Vitorchiano nel settembre 2005. esso aveva come titolo “la formazione nella comunità cristiana”.

1. Il compito della catechesi oggi in Italia si configura sempre più come momento specifico tra la (futura) pastorale dei Nuova Evangelizzazione e la missione ordinaria delle comunità. All’interno di questo compito, inoltre, essa collabora in modo determinante alla proposta e realizzazione della iniziazione cristiana. In questo modo essa scopre nella “qualità” della dimensione formativa il suo compito principale.

Tuttavia la comunità cristiana possiede numerosi percorsi formativi al suo interno. Questi rimandano a dimensioni dell’agire pastorale, ad agenzie, istituzioni e centri di ricerca teologica, definite. Con queste, in un prossimo futuro, la catechesi dovrà e vorrà entrare in profonda interazione in nome della pastorale d’insieme o pastorale integrata e in nome dell’unità del destinatario, come ci insegna il DB 159 (cf. Dgc 1997, 272-273).

Forse si potrebbe formulare l’ipotesi di ripensamento globale del momento iniziatico-formativo-educacativo da affidare ad una istituzione che faccia del momento iniziale della formazione della vita cristiana il suo compito centrale (cf. Dgc 1997, 274-278).

In ogni caso l’istanza di una pastorale integrata chiede alla catechesi e alle altre istituzioni formative di comunicarsi reciprocamente gli obiettivi e le scelte di metodo fondamentali che ciascuno persegue.

2. Questa finalità ben si colloca all’interno del cammino associativo dell’AICa negli anni 2000-2005. Dopo aver considerato il proprium del rinnovamento catechistico e aver individuato nella cultura post-moderna e nella rinnovata richiesta religiosa le caratteristiche culturali entro cui si colloca il nostro tempo; dopo aver ricostruito i modelli formativi passati e recenti e individuato i cambi che l’istanza formativa porta in sé, ha affrontato la questione centrale dell’alterità come punto prospettico con cui può rivedere il suo proprio intervento formativo per arrivare ad approfondire le diverse e complementari istanze della formazione in ambito di pedagogia delle fede.

Questo ha permesso la realizzazione di alcuni seminari di approfondimento che formano la base “ideologica” del convegno che si vuole realizzare e che costituiranno in massima parte la pubblicazione che vuole seguire al convegno stesso.

3. Al congresso di Vitorchiano 05 abbiamo desiderato invitare alcuni rappresentanti della riflessione teologico-pastorale in Italia e anche amici ed esperti del fattore formativo. Lo scopo dell’incontro è stato principalmente quello di dialogare con essi. Diversi docenti e cultori della scienza teologica e formativa hanno dato la loro disponibilità. Di questo siamo davvero grati e anche riconoscenti.

A tutti sono state proposte le medesime piste di riflessione :

“il nostro interesse è confrontarci sul tema della formazione. Questo termine viene usato in diversi contesti e sarebbe facile mostrare come la Chiesa Italiana presenta diversi percorsi formativi con differenti approcci. Inoltre – e questo sembra essere il punto più in discussione – questo comporta a livello epistemologico uno studio del rapporto tra Scienze Teologiche e Scienze della Formazione. Quindi il nostro interrogativo si riformula in questo modo: quale uso della scienza formativa la vostra disciplina teologica (o attività pastorale) sta sviluppando in questi anni? Che problemi? Che risposte? In buona sostanza: che modello?

L’invito si è concretizzato nel confronto tra i diversi usi delle Scienze Formative e più in dettaglio su:

  • quale riflessione formativa è in atto nella sua realtà?
  • Quale modello formativo state utilizzando (obiettivi, modalità, agenti, risorse, etc.)?
  • Quali risultati ha prodotto (a livello di riflessione o di attività)?”

4. Allo scopo di fornire una sintesi del lavoro svolto in questi anni dall’Associazione sul tema “formazione e catechesi” offriamo questi atti. Essi sono la rielaborazione di diversi materiali. Il nucleo principale è costituito dagli interventi preparati o realizzati nel Convegno. A questo si aggiungono gli interventi più significativi svolti nei Seminari preparativi ed infine altri contributi e riflessioni dei soci

5. A tutti i partecipanti è sembrato convergere su una affermazione: è giunto il momento di riflettere in modo profondo e interdisciplinare sul tema formativo, sull’itinerario formativo della comunità cristiana, sulle sue implicanze teologico-pastorali e soprattutto epistemologiche, sulla condizione di fondo (una riconsiderazione del ruolo ecclesiale della struttura sacramentale), sulle agenzie e i soggetti formativi. Soprattutto sui concetti e le questioni basiche implicate nella assunzione della dimensione formativa.

* * * *

Un ringraziamento doveroso e grato va rivolto a Sua Ecc. Mons. G. Betori per cui tramite la Segreteria della CEI ha voluto sostenere la realizzazione del convegno di Vitorchiano 05 e a mons. Walter Ruspi, Direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale, che ancora una volta ha sostenuto la pubblicazione dei presenti Atti. A loro un sentito ringraziamento.

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