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ANTONIO BOLLIN (a cura di), Far risuonare il Vangelo. Catechesi, catechisti, catechismi: dati da un’indagine socio-religiosa nel Vicentino, EMP, 2014

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È in libreria da qualche mese un volume, pubblicato dall’Edizioni Messaggero di Padova, curato dal Direttore dell’Ufficio per l’evangelizzazione e la catechesi della Diocesi di Vicenza, Antonio Bollin, dal titolo: Far risuonare il Vangelo. Catechesi, catechisti, catechismi: dati da un’indagine socio-religiosa nel Vicentino , per ricordare i 90 anni di vita dell’Ufficio.

Come esprime chiaramente il sottotitolo, il testo – che rientra nella collana SOPHIA/Praxis della Facoltà teologica del Triveneto – raccoglie i dati di un’indagine sulla situazione dell’evangelizzazione e della catechesi nel territorio della diocesi berica, riletti secondo una duplice prospettiva sociologica e catechetica.

La rilevazione, preparata e seguita dall’Osservatorio Socio-religioso Triveneto, ha raggiunto un grado di copertura molto elevato: circa il 95% degli abitanti della diocesi e il 93% delle parrocchie.

Il volume si articola in quattro capitoli con un’introduzione e con l’ultima parte riservata alla bibliografia e alla sitografia; è arricchito da due appendici la prima delle quali riporta il testo del questionario utilizzato per l’indagine.

La ricerca rileva che il contesto socio-culturale ed ecclesiale è mutato, che è in atto una trasformazione silenziosa nel campo ecclesiale.

Si conferma che le attività per l’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi sono seguite ovunque, valorizzando una pluralità di modelli; pure la formazione cristiana per gli adulti rivela delle luci e dei segni di speranza, è però problematica l’età dai 20 ai 40 anni. Tra le righe poi affiora, da parte degli operatori della catechesi, l’aspettativa di un cambiamento, intercettata dalla Nota catechistico-pastorale “Generare alla vita di fede” del Vescovo mons. B. Pizziol. Le/I catechiste/i, poi, sono “un piccolo esercito”, circa 6.300/6.400 e stanno affiorando nuove forme di ministerialità: coppie animatrici per il battesimo, animatori dei CAP (Centri di Ascolto della Parola di Dio), animatori dei gruppi dei catechisti, catechiste che accompagnano i genitori nel cammino di Iniziazione Cristiana dei figli.

Il volume offre linee orientative per il cammino di una “catechesi missionaria” in quella “chiesa in uscita” invocata da papa Francesco e incoraggia a guardare con speranza al futuro. L’introduzione dell’opera, che ne spiega puntualmente l’origine e le finalità, formula l’auspicio che in altre diocesi italiane si realizzi una simile indagine per accompagnare la nuova stagione dell’evangelizzazione e della catechesi segnata dal recente documento CEI “Incontriamo Gesù. Orientamenti per l’annuncio e la catechesi in Italia”.

Antonio Bollin

Bollin 2014 /1

ANTONIO BOLLIN (a cura di), Riuniti nel suo nome. Celebrazioni e consegne catechistiche, LDC, 2014

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È fresco di stampa un volume del Direttore dell’Ufficio per l’evangelizzazione e la catechesi della diocesi di Vicenza, don Antonio Bollin, catecheta e curatore di altre pubblicazioni, edito dall’Elledici, dal titolo: Riuniti nel suo nome. Celebrazioni e consegne catechistiche.

Il rapporto tra catechesi e liturgia, nel corso della storia, è sempre stato molto stretto. Fra i compiti della catechesi, anche oggi, rimane quello di prendersi cura della dimensione liturgica nell’esperienza cristiana. D’altra parte, la catechesi non può fare a meno di momenti celebrativi e rituali, perché senza celebrazione della fede non c’è comunicazione, né maturazione della fede.

Questa raccolta di venticinque celebrazioni e consegne catechistiche – frutto di una solida esperienza pastorale e competenza didattica – ha proprio una precisa funzione introduttiva, pedagogica, propedeutica al pregare e al celebrare cristiano.

Vi sono celebrazioni familiari e per gruppi di ragazzi di catechismo, altre per i fanciulli e i loro genitori in parrocchia, altre ancora in comunità nel giorno del Signore, da utilizzare – con gli opportuni adattamenti – secondo i diversi modelli catechistici (kerygmatico, familiare, esperienziale, catecumenale, ordinario) per l’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi. Destinatari sono i presbiteri, gli animatori dei gruppi di catechisti, le/i catechiste/i, gli operatori pastorali e quanti condividono la passione per il Vangelo.

Il testo, abbastanza corposo, ben curato graficamente, porta la presentazione del nostro Vescovo Beniamino. Può essere utile nella sperimentazione e nell’applicazione della recente Nota catechistico-pastorale “Generare alla vita di fede”.

Bollin 2013

ANTONIO BOLLIN (a cura di), Confermali con la tua benedizione. Celebrazioni del Mandato e pensieri formativi per gli operatori della catechesi, LDC, 2013

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La finalità dell’opera è duplice: evidenziare la funzione ecclesiale del servizio dei catechisti e nello stesso tempo rilanciare la vocazione catechistica, suscitando nei lettori il desiderio di mettersi a disposizione delle proprie comunità nell’annuncio del Vangelo, specialmente alle nuove generazioni.

Il testo contiene sette celebrazioni del Mandato ai catechisti, cioè la pubblica consegna, a coloro che si sono sentiti personalmente chiamati dal Signore, ad essere testimoni, mediante l’annuncio e la coerenza quotidiana di vita, di Gesù Crocifisso e Risorto.

Segue una raccolta di sette interventi e riflessioni rivolti agli operatori della catechesi da parte di Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino, utili per la loro formazione, ma validi pure per i parroci e gli animatori dei gruppi dei catechisti.

Un’appendice, infine, pone sul tappeto il problema della reperibilità dei catechisti, e la fondamentale importanza di una loro preparazione dottrinalmente sicura e pedagogicamente efficace per il loro delicato compito, che va ripensato oggi nella Chiesa come un vero e proprio “ministero” istituito.

Cacciato 2013

CETTINA CACCIATO – ROSANGELA SIBOLDI (a cura di), Noi crediamo. Il dinamismo dell’atto di fede, Libreria Editrice Vaticana, 2013

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“…la riflessione condotta in questo volume, con rigore e pluralità di accenti – vuole proprio indicare come il «dinamismo» della fede costituisca, di fatto, un singolare modello di dialogo, capace di interpellare non solo i credenti in Cristo Gesù, ma anche altre fedi ed altre istanze culturali”.

Dalla prefazione di Guido Benzi

Alcamo 2013

GIUSEPPE ALCAMO, La fede che cammina. Dinamismo, struttura e trasmissione, Il pozzo di Giacobbe, 2013

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La forza della fede è nella relazione; non si tratta né di sapere né di non sapere, ma di entrare in relazione e di conoscere per intimità.

Non si intende relativizzare l’ambito della conoscenza razionale, bensì evidenziare la specificità del tipo di conoscenza che la fede richiede, che pone sullo stesso piano la ragione e il cuore, l’intelligenza e l’affettività; la fede apre ad una conoscenza che privilegia entrambi gli ambiti di cui l’uomo è costitutivamente fornito.

Il testo, costituito da due parti complementari, espone nella prima parte la dinamicità della fede ecclesiale, facendo interagire la riflessione teologica, la liturgia e la teologia pastorale; nella seconda parte presenta in modo critico lo strumento di cui la Chiesa si è fornita per presentare in modo completo i contenuti della fede ecclesiale e che va sotto il nome di Catechismo della Chiesa Cattolica.

Cottin 2013

JÉRÔME COTTIN – JEAN-MARC MEYER, Catéchèse protestante et enseignement religieux, Éditions Lumen Vitae, 2013

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Pour la première fois, une réflexion collective est proposée sur les questions catéchétiques et pédagogiques dans le protestantisme européen francophone et dans l’enseignement religieux scolaire. Cette synthèse se déploie autour de quatre axes:

  • Une prise en compte des expériences de transmission autour du protestantisme de tradition luthérienne et réformée, dans les trois pays francophones d’Europe : la Belgique, la France et la Suisse.
  • Une attention spécifique aux deux types de pédagogie que sont la catéchèse d’Église et l’enseignement religieux scolaire là où il est dispensé. On sera attentif aux différences et complémentarités entre elles, ainsi qu’à leurs évolutions respectives.
  • Une mise en regard de ces perspectives catéchétiques et pédagogiques protestantes, avec des apports de spécialités extérieures que sont l’histoire, la philosophie, la sociologie ou encore la transmission analogue qui se fait dans le catholicisme.
  • Enfin, un recentrage sur des notions qui se sont petit à petit éloignées du champ de la théologie, ce qui implique aussi une réflexion sur le statut actuel de cette dernière, inconfortablement située entre les pratiques ecclésiales déclinantes et les enjeux scientifiques de la recherche universitaire.

Cette réflexion veut être à la fois ciblée sur les questions religieuses et de foi, attentive aux fragilités des Églises, et ouverte à la complexité de la situation culturelle et religieuse contemporaine. Elle a pour ambition de redynamiser, par un éclairage le plus actuel possible, les questions de transmission et de pédagogie, qui ne sont pas séparables des contenus même de la transmission.

Morante 2013

GIUSEPPE MORANTE, Itinerari per l’educazione alla vita di fede, Elledici, 2013

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Il concetto di «itinerario» ha decisamente un gusto biblico, leggiamo infatti in Deuteronomio 8.2-5: «Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore. tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi. Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore. Il tuo mantello non ti si è logorato addosso e il tuo piede si è gonfi ato durante questi quarant’anni. Riconosci dunque in cuor tuo che, come un uomo corregge il figlio. così il Signore, tuo Dio, corregge te» . Questo passo dell”Antico Testamento mostra come la dimensione della fede sia un ripercorrere costantemente il rapporto, la relazione con Dio dispiegata nel tempo e segnata nell’esperienza, fino a riconoscere che «nella pienezza del tempo» (Gal 4,4) Dio stesso ha voluto, in Gesù Cristo, con un Corpo entrare nella vicenda umana, farsi esperienza. compiere un itinerario.

Quest’ultima fatica di donGiuseppe Morante, figlio diDon Bosco, professore emerito dell”Università salesiana di Roma, stimato e conosciuto catecheta a livello internazionale è proprio dedicata al concetto di itinerario in chiave pedagogicopastorale, nonché catechistico. Lo sfondo sul quale si colloca è chiaramente quello del decennio educativo che i Vescovi Italiani hanno indicato negli Drientamenti Pastorali Educare alla vita buona del Vangelo. AI n. 26 di tale documento si legge infatti come il concetto di «itinerario» appartenga alla dimensione educativa: «”Cristiani si diventa. non si nasce”,” Questo notissimo detto diTertulliano sottolinea la necessità della dim ensione propriamente educativa nella vita cristiana. Si tratta di un itinerario condiviso, in cui educatori ed educandi intrecciano un’esperienza umana e spirituale profonda e coinvolgente. Educare richiede un impegno nel tempo, che non può ridursi a interventi puramente funzionali e frammentari; esige un rapporto personale di fedeltà tra soggetti attivi, che sono protagonisti della relazione educativa, prendono posizione e mettono in gioco la propria libertà , Essa si fo rma, cresce e matura solo nell’incontro con un’altra libertà; si verifica solo nelle relazioni personali e trova il suo fine adeguato nella loro rnaturazione».

Se, come mostra ampiamente don Morante nel primo capitolo del Libro, il tema dell’itinerario di fede ha avuto sempre un posto speciale nella riflessione pastorale delle chiese che sono in Italia, è stato tuttavia (come ricordato al n. 3 di Educare alla vita buana del Vangelo) con il Convegno diVerona del 2006 che il concetto di itinerario ha avuto un grande risalto, laddove è emersa la scelta di disporre la pastorale in relazione alle dimensioni di vita della persona: «sono state focalizzate alcune scelte di fonda: il primato di Dio nella vita e nell’azione delle nostre Chiese, la testimonianza quale form a dell’esistenza cristiana e l’impegno in una pastorale che, convergendo sull’unit à della persona, sia in grado di “rinnovarsi nel segno della speranza integrale, dell’attenzione alla vita, dell’unità tra le diverse vocazioni, le molteplici soggettività ecclesiali, le dimensioni fondamentali dell’esperienza cristiana”.’ AI tempo stesso ha incontrato un consenso crescente l’opzione di declinare la testimonianza nel mondo secondo gli ambiti fondamentali dell’esistenza umana, cercando nelle esperienze quotidiane l’alfabeto per comporre le parole con le quali ripresentare almondo l’amore infinito di Dio.

In tal modo si è fatta strada la consapevolezza che è proprio l’educazione la sfi da che ciattende nei prossimianni: “ciè chiesto un investimento educativo capace di rinnovare gli itinerari formativi, per renderli più adatti altempo presente e significativi per la vita delle persone, con una nuova attenzione per gli adulti” Il Santo Padre ci incoraggia in questa direzione, mettendo in evidenza l’urgenza di dedicarsi alla formazione delle nuove generazioni. Egli riconosce che l’educare, se mai è stato facile, oggi assume caratteristiche più ardue: siamo di fronte a “una grande ‘emergenza educativa’, confermata dagli insuccessi a cui troppo spesso vanno incontro i nostri sforzi per formare persone solide, capaci di collaborare con gli altri e di dare un senso alla propria vita”».’Il tema degli itinerari è dunque un tema che interroga la formazione cristiana degli adulti e dei giovani come la catechesi dell”iniziazione cristiana dei piccoli, la pastorale prima ancora della catechesi, con la quale,tuttavia, Morante dialoga attentamente fino a mostrare come gli stessi CatechismiCEI suppongano una forte dimensione educativa che si dispiega – appunto – attraverso la capacità di suggerire percorsi concreti alle comunità.

Il testo, poi, con maestria,aiuta a collocarsi in questa mentalità e a sviluppare itinerari attenti alla dimensione locale. Non mancano riferimenti alla formazione dei catechisti e all”inclusione delle persone disabili, due tematiche alle quali Morante ha dedicato – e con passione – moltodel suo insegnamento.Aluiva la gratitudine per questo testo e per il suo impegno nella catechesi, a noi il prezioso percorso segnato da un libro che tanto può suggerire nei cammini operativi degli Uffici Catechistici diocesani e delle Parrocchie,

D. GUIDO BENZI, Direttore Ufficio Catechistica Nazianale-CEI

Ramirez 2013

SANDRO RAMIREZ, La tenda e il grembiule. La Chiesa nell’insegnamento di don Tonino Bello, Vivere In, 2013

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Pagine dense di testimonianza nelle quali l’A. vuol rendere un omaggio e un contributo alla figura di Mons. Bello, per il quale è in corso la causa di canonizzazione, la cui statura teologica, pastorale e morale, la sua statura cristiana, era ben evidente a quanti lo accostavano.Vuole essere un contributo alla maggiore conoscenza dei suoi scritti. Potremmo dire che è semplicemente un’antologia ragionata di suoi scritti, a partire da una sensibilità, quella ecclesiologica, e da una prospettiva, quella della parrocchia, ancora tanto attuali.Quattro sono gli “elementi” che si rincorrono e si intrecciano negli scritti: Trinità, Eucaristia, Chiesa, Mondo. Anche quando non esplicitamente richiamati, ne risulta evidente l’intenzionale interdipendenza. Sta di fatto che l’impostazione è chiaramente conciliare, sia per gli espliciti riferimenti alla Lumen Gentium che per il riferimento costante alla Gaudium et Spes e alla Sacrosanctum Concilium.

Bartolini 2012

BARTOLINI DE ANGELI ELENA LEA – BORGHI ERNESTO – BRANCA PAOLO – PETRAGLIO RENZO, Credere per vivere. Prospettive giudaiche, cristiane e islamiche a confronto, Edizioni Terra Santa, 2012

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Che cosa significa oggi avere fede? Se si ragiona in termini tradizionali, nell’Occidente euro-atlantico non si può che far riferimento anzitutto alla fede nel Dio cristiano. Se, però, si allarga l’orizzonte e si approfondisce l’analisi, non si può non considerare quanto importanti siano stati e siano, proprio nello sviluppo della cultura “occidentale”, gli apporti e la presenza
di fedeli ebrei e islamici e delle loro prospettive di fede e di cultura.

Ebrei, cristiani e musulmani possono mettere in campo efficaci pratiche fondate sulla ragionevole fiducia che l’incontro con l’altro sia un’opportunità per tutti. In tale quadro culturale contemporaneo agli autori di questo volume – studiosi delle tradizioni religiose giudaiche, cristiane e islamiche e organizzatori di occasioni formative nell’ambito del dialogo ecumenico e interreligioso – è parso importante scrivere queste pagine seriamente divulgative.

Esse sono rivolte a chiunque desideri capire meglio l’importanza esistenziale delle fedi giudaica, cristiana e islamica per la ricerca della felicità personale e collettiva e sia interessato a una convivenza sociale migliore, proprio a partire da un confronto culturale e religioso intelligente e appassionato.

La Prefazione al volume è di mons. Franco Buzzi, teologo e umanista, prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano.

Biemmi 2012

BIEMMI ENZO – BIANCARDI GIUSEPPE (a cura di), La catechesi narrativa. Atti del Congresso dell’Équipe Europea di Catechesi, Cracovia 26-31 maggio 2010, Elledici, 2012

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La fede cristiana nasce dall’ascolto. E ciò che si ascolta è un racconto: il racconto degli avvenimenti sconvolgenti che si sono svolti nella storia attorno a Gesù, detto il Cristo, e che sono raccontati come una Buona Notizia per tutti gli uomini di tutti i tempi. La fede stessa si colloca nell’ordine dell’avvenimento: essa dà luogo a storie di uomini e di donne, tutte singolari, che si raccontano anch’esse; si raccontano e si collocano nella grande storia della salvezza che il Credo dei cristiani proclama.

È questa fondamentale dimensione narrativa della fede cristiana, della sua emergenza e della sua trasmissione, che la presente opera vorrebbe mettere in rilievo. I tempi sono favorevoli. Perché, con la fine delle grandi ideologie, è la connotazione narrativa di ogni esistenza umana che oggi viene valorizzata. Il bisogno di ascoltare e di offrire racconti non è mai stato così grande. La fede non risulta diminuita in un tale contesto: frutto di una lunga tradizione, essa è la storia di un evento accolto e raccontato. Così, la catechesi, in un mondo in cui la fede non è più un dato pacifico, è chiamata a rinnovarsi, nel suo contenuto come nella metodologia, valorizzando il fondo narrativo della tradizione giudaico-cristiana. In altri termini, è stimolata a fondarsi in modo tutto particolare sui racconti biblici e ad intrecciare i racconti della tradizione con i racconti di oggi. In tal modo, aiuterà i cristiani sia ad appropriarsi della propria storia, sia a rendersi capaci di raccontarla, rendendo così ragione della loro fede.