Borghi 2015

ERNESTO BORGHI (a cura di), Scoprire cose nuove e cose antiche. Per educare alla fede cristiana nelle diverse età della vita, In pagina, Lugano 2015

* * *

Scoprire cose antiche, secondo il titolo scelto dai curatori di quest’opera, è così da sempre il compito principale di chi si impegna nell’annuncio della fede in una società che cambia. Non basta essere pronti a dire e a sostenere con forza, comunicare con precisione e completezza. Occorre fermarsi a pensare il gesto, l’atteggiamento, la modalità con cui la fede viene proposta, sia tenendo conto dell’evoluzione rapida e della complessità dei parametri culturali, antropologici, sociali, che influenzano tutti, sia avendo presente la correlazioni gli elementi e di forze in atto a ogni tappa dello sviluppo umano di ciascuno dall’infanzia all’adolescenza, alla maturità fino alla fase ultima della vita su questa terra

Per educare alla fede cristiana e le diverse età della vita: il sottotitolo riassume così bene l’obiettivo che sottende a tutto il libro, indicandone l’utilità riconoscibile nella varietà delle competenze che vi confluiscono. Non c’è solo un insieme di insegnamenti da consegnare correttamente. C’è la qualità di una comunicazione umana di cui non possiamo mai cessare di ricercare il profilo, la qualità, le caratteristiche essenziali.

Ancora una volta è bene ricordare che questo sforzo di attenzione a tutti gli effetti, psicologici, pedagogici, teologici e spirituali, appartiene alla missione stessa affidata ai discepoli da Gesù, risorto dai morti, prima della sua ascensione al cielo. […] .

C’è davvero da augurarsi che questa nuova pubblicazione sul tema possa aiutare tutti gli operatori pastorali e in particolare i catechisti e le catechiste a crescere nella conoscenza della ricchezza e dell’importanza del compito loro affidato, ad amarlo ancor di più e trarne gioia e comprendere così “dall’interno” lo slancio dell’Apostolo dice “tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io” (2 Cor 9,23).

(dalla Prefazione di Valerio Lazzari, vescovo di Lugano)

Lascia un commento