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Iniziazione cristiana e parrocchia: quale futuro per la fede, quale futuro per la Chiesa. |
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Luca Bressan diventare cristiani in Parrocchia |
PREMESSA: LA RILEVANZA ECCLESIALE DEL TEMA
1. La rilevanza simbolica: si gioca il futuro della chiesa, l'immagine di un
cattolicesimo popolare che abbiamo ricevuto come eredità. 2. La rilevanza
operativa: nella IC la chiesa gioca molte forze, impegna in modo forte la sua
immagine. 3. La rilevanza pastorale: la necessità di percorsi “normali" e
praticabili, a fronte del disagio attuale (la fatica a generare nuovi
cristiani: attaccamento alla gente, moderazione, senso pratico, realismo
scettico)
INIZIARE: LA SITUAZIONE
1. la sostanziale tenuta del momento dell’iniziazione cristiana
Partecipazione mirata e sincera (rispetta le condizioni annunciate),
rigorosamente temporalizzata, che introduce un pendolarismo religioso
2. I segni della crisi
La frantumazione dell'immagine ecclesiale (offerta - domanda). Le tensioni:
logica tradizionale - evangelizzazione: sequela - bisogno religioso.
L'incertezza degli obiettivi (la posticipazione della crisi al post-cresima),
molti cammini solitari
3. Una logica sacramentale inibita
Un rapporto povero a livello ecclesiale (catechista, ragazzo, prete). Un
ripiegamento dell'iniziazione cristiana sul modello scolastico. Il regime delle
deleghe molteplici (un'idea privata e intimistica del cristianesimo)
Conclusione: un percorso di IC in piena ristrutturazione. Come gestirla? Entro
quali coordinate collocare l'evoluzione in atto?
INIZIARE: DIMENSIONI E SFIDE
1. Introdurre (intro-ducere)
Il concetto di iniziazione cristiana, orizzonte di significato
I sacramenti iniziano: l'evento del celebrare cristiano come motore dinamico del
percorso di iniziazione. Eucaristia domenicale, grandi celebrazioni dell'anno
liturgico, celebrazioni dei sacramenti dell'IC
I sacramenti insegnano: la dinamica celebrativa come luogo per dare immanenza
alla visione del mondo e al codice etico della vita cristiana
I sacramenti educano: i riti sacramentali come strumenti di immedesimazione e
maturazione emotiva, contro una deriva ludica e infantilizzante del percorso di
IC. Il superamento della questione dell'età (primo confronto)
Il soggetto: la comunità cristiana
Molti attori: catechista, parroco, assemblea, gruppi, famiglia, ragazzo. L'IC,
percorso che aiuta ad incontrare la comunità cristiana (luoghi. tempi ritmi).
L'assemblea eucaristica, luogo della testimonianza della comunità cristiana e
le sue conseguenze
Un ruolo imprescindibile: la figura del padrino (il ruolo dei/Ile catechisti/e
come ruolo cristiano pubblico e ufficiale); una piazza ineludibile: il ruolo del
consiglio pastorale
Primo livello di una grammatica religiosa. Iniziare a una regola della comunità
cristiana: ritmi, linguaggi, contenuti, forme celebrative (N.B.: introdurre, non
soffocare con l'ansia della completezzaJ)
2. Trasmettere (tra-ducere)
Nuova idea di “tradizione” come orizzonte di significato
Non più semplicemente insieme logico-tecnico di verità da assumere
intellettualmente, ma memoria da abitare (la tradizione non solo come un insieme
di formule di verità da imparare, ma come luogo di abitazione della nostra
memoria individuale, della nostra identità: dimorare nella Parola)
Una tradizione in cui si deve essere introdotti (cf sopra), una tradizione che
deve continuamente essere purificata dalle incrostazioni che il bisogno
religioso, veicolo di accesso alla sfera del divino, deposita su di essa
Lo strumento: la catechesi
La crisi della catechesi tradizionale, scolastica e del catechismo come modello.
~inamiche di riforma in atto: catechesi esperienziale e non dottrinale,
progettuale e non rigida, comunicativa e non direttiva, comunitaria e non
privatistica, centrata sul ragazzo e non centrata sul contenuto da trasmettere
Un problema: la sottovalutazione della crisi di trasmissione in cui versano le
società e le culture del primo mondo (crisi della tradizione)
L'obiettivo: tradurre i luoghi fondamentali della nostra fede e della nostra
memoria nell'orizzonte di significato dei ragazzi da iniziare alla fede
(lavorando sui diversi linguaggi da loro utilizzati per interpretare il
quotidiano e quindi dare senso alla loro esistenza)
Secondo livello di una grammatica religiosa. Proporre passi per introdurre alla
memoria comune della comunità cristiana (racconti fondatori, linguaggi,
preghiere, immagini, persone (santi])
3. Educare (e-ducere)
Un problema ineludibile: una pedagogia religiosa su cui fondarsi
La questione dell'età come una falsa questione. Anche posticipando i sacramenti,
occorrerebbe pensare come educare questi ragazzi alla dimensione religiosa (cf
la crisi di tradizione già enunciata)
Educare alla fede, educare ad una umanità integrale: gratuità, apertura al
futuro, agire solidale, apertura all'altro, come pilastri di questa religiöse
identitäts-bildun9. Lavorare per evitare l'estromissione del cristianesimo di
processi di costruzione dell'identità degli individui, nella nostra società
attuale. Il problema: rapporto catechesi - mondo della scuola - educazione dei
ragazzi
Terzo livello di una grammatica religiosa. Aiutare i ragazzi a dotarsi degli
strumenti minimi per incontrare il divino in modo personale: strumenti
religiosi (riconoscere luoghi e tempi sacri, forme di saluto e di congedo...),
strumenti etici (tracce di autovalutazione del proprio comportamento)
INIZIARE: ALCUNE PRIORITÀ
1. Da una logica dell’organizzazione a quella della relazione
La logica degli itinerari differenziati: al centro il singolo e la sua
educazione alla fede, la sua introduzione al cristianesimo. La reale compresenza
di più percorsi di IC
L'obiettivo ultimo: incontrare la famiglia (l'obiettivo implicito di ogni IC, la
fede adulta). Forme missionarie di incontro (sono loro il «popolo dei lontani»)
e forme missionarie come genere letterario (il colloquio pastorale).
Privilegiare l'annuncio sulle richieste, la logica dell'accoglienza su quella
dell'esigenza. Lavorare di fantasia per colmare un vuoto paradossale, quello
degli 0-6 anni
2. Logica catecumenale e grammatica religiosa
Il senso della reintroduzione di una logica catecumenale (non una trasposizione:
non si può trasporre una logica pensata per degli adulti, legata ad un percorso
di maturazione della libertà personale, su dei bambini):
pensare il percorso di IC come un percorso sintetico, con una regia certa,
capace di coinvolgere la comunità cristiana, con l'attenzione a introdurre a
tutte le dimensioni del mistero cristiano, con la capacità di utilizzare tutti
i linguaggi dell'esperienza umana. Una introduzione che non impoverisce le
persone interessate, ma offre loro una grammatica per l'incontro col Dio di Gesù
Cristo
Questa grammatica dovrà elaborare le sue regole, i suoi passi, tenendosi in
stretto contatto con le altre agenzie interessate all'educazione e alla
crescita dei ragazzi, pena la marginalizzazione del percorso educativo
cristiano. Una educazione alla fede che non può pensarsi come un fatto privato,
ininfluente sul resto del cammino educativo o, al contrario, esente da influssi
3. Una sola chiesa, molte prassi di Iniziazione cristiana
Un cattolicesimo popolare da accompagnare: accogliere, porre stimoli, evitare
atteggiamenti di rottura. Attrezzarsi per gestire il bisogno religioso che sta
alla base del percorso di IC, superare alcuni esiti ingenui del binomio
evangelizzazione-sacramenti; proporre una gestione maturante del linguaggio del
sacro. La fine di un modello sociale di cristianesimo, verso...
Un cattolicesimo che modifica il funzionamento da agenzia del sacro: più che
proporre servizi a cui sono associate richieste, presentare una comunità in
grado di testimoniare con semplicità la propria fede, ai vari livelli (la
testimonianza della comunità, del prete, del catechista,... non necessariamente
la testimonianza dei genitori)
Ridurre le attese legate al percorso di IC: i risultati vanno misurati su quella
misura di lunghezza che è la vita, più che sulla partecipazione alle eucaristie
immediatamente successive al percorso fatto. L'IC introduce, non fabbrica dei
piccoli cristiani adulti in miniatura