Iniziazione cristiana e parrocchia: quale futuro per la fede, quale futuro per la Chiesa.

Luca Bressan

diventare cristiani in Parrocchia
XXXVI convegno UCN
Rocca di Papa 10-13 giugno 2002

 

PREMESSA: LA RILEVANZA ECCLESIALE DEL TEMA

1. La rilevanza simbolica: si gioca il futuro della chiesa, l'immagine di un cattolicesimo popolare che abbiamo ricevuto come eredità. 2. La rilevanza operativa: nella IC la chiesa gioca molte forze, impegna in modo forte la sua immagine. 3. La rilevanza pasto­rale: la necessità di percorsi “normali" e praticabili, a fronte del disagio attuale (la fati­ca a generare nuovi cristiani: attaccamento alla gente, moderazione, senso pratico, reali­smo scettico)

INIZIARE: LA SITUAZIONE

1. la sostanziale tenuta del momento dell’iniziazione cristiana

Partecipazione mirata e sincera (rispetta le condizioni annunciate), rigorosamente tem­poralizzata, che introduce un pendolarismo religioso

2. I segni della crisi

La frantumazione dell'immagine ecclesiale (offerta - domanda). Le tensioni: logica tradi­zionale - evangelizzazione: sequela - bisogno religioso. L'incertezza degli obiettivi (la po­sticipazione della crisi al post-cresima), molti cammini solitari

3. Una logica sacramentale inibita

Un rapporto povero a livello ecclesiale (catechista, ragazzo, prete). Un ripiegamento dell'iniziazione cristiana sul modello scolastico. Il regime delle deleghe molteplici (un'idea privata e intimistica del cristianesimo)

Conclusione: un percorso di IC in piena ristrutturazione. Come gestirla? Entro quali co­ordinate collocare l'evoluzione in atto?

INIZIARE: DIMENSIONI E SFIDE

1. Introdurre (intro-ducere)

Il concetto di iniziazione cristiana, orizzonte di significato

I sacramenti iniziano: l'evento del celebrare cristiano come motore dinamico del percor­so di iniziazione. Eucaristia domenicale, grandi celebrazioni dell'anno liturgico, celebra­zioni dei sacramenti dell'IC

I sacramenti insegnano: la dinamica celebrativa come luogo per dare immanenza alla vi­sione del mondo e al codice etico della vita cristiana

I sacramenti educano: i riti sacramentali come strumenti di immedesimazione e matura­zione emotiva, contro una deriva ludica e infantilizzante del percorso di IC. Il supera­mento della questione dell'età (primo confronto)

Il soggetto: la comunità cristiana

Molti attori: catechista, parroco, assemblea, gruppi, famiglia, ragazzo. L'IC, percorso che aiuta ad incontrare la comunità cristiana (luoghi. tempi ritmi). L'assemblea euca­ristica, luogo della testimonianza della comunità cristiana e le sue conseguenze

Un ruolo imprescindibile: la figura del padrino (il ruolo dei/Ile catechisti/e come ruolo cristiano pubblico e ufficiale); una piazza ineludibile: il ruolo del consiglio pastorale

Primo livello di una grammatica religiosa. Iniziare a una regola della comunità cristiana: ritmi, linguaggi, contenuti, forme celebrative (N.B.: introdurre, non soffocare con l'ansia della completezzaJ)

2. Trasmettere (tra-ducere)

Nuova idea di “tradizione” come orizzonte di significato

Non più semplicemente insieme logico-tecnico di verità da assumere intellettualmente, ma memoria da abitare (la tradizione non solo come un insieme di formule di verità da imparare, ma come luogo di abitazione della nostra memoria individuale, della nostra identità: dimorare nella Parola)

Una tradizione in cui si deve essere introdotti (cf sopra), una tradizione che deve conti­nuamente essere purificata dalle incrostazioni che il bisogno religioso, veicolo di accesso alla sfera del divino, deposita su di essa

Lo strumento: la catechesi

La crisi della catechesi tradizionale, scolastica e del catechismo come modello. ~inami­che di riforma in atto: catechesi esperienziale e non dottrinale, progettuale e non rigida, comunicativa e non direttiva, comunitaria e non privatistica, centrata sul ragazzo e non centrata sul contenuto da trasmettere

Un problema: la sottovalutazione della crisi di trasmissione in cui versano le società e le culture del primo mondo (crisi della tradizione)

L'obiettivo: tradurre i luoghi fondamentali della nostra fede e della nostra memoria nell'orizzonte di significato dei ragazzi da iniziare alla fede (lavorando sui diversi linguaggi da loro utilizzati per interpretare il quotidiano e quindi dare senso alla loro esistenza)

Secondo livello di una grammatica religiosa. Proporre passi per introdurre alla memoria comune della comunità cristiana (racconti fondatori, linguaggi, preghiere, imma­gini, persone (santi])

3. Educare (e-ducere)

Un problema ineludibile: una pedagogia religiosa su cui fondarsi

La questione dell'età come una falsa questione. Anche posticipando i sacramenti, occor­rerebbe pensare come educare questi ragazzi alla dimensione religiosa (cf la crisi di tra­dizione già enunciata)

Educare alla fede, educare ad una umanità integrale: gratuità, apertura al futuro, agire solidale, apertura all'altro, come pilastri di questa religiöse identitäts-bildun9. Lavorare per evitare l'estromissione del cristianesimo di processi di costruzione dell'identità degli individui, nella nostra società attuale. Il problema: rapporto catechesi - mondo della scuola - educazione dei ragazzi

Terzo livello di una grammatica religiosa. Aiutare i ragazzi a dotarsi degli stru­menti minimi per incontrare il divino in modo personale: strumenti religiosi (riconoscere luoghi e tempi sacri, forme di saluto e di congedo...), strumenti etici (tracce di autovalu­tazione del proprio comportamento)


INIZIARE: ALCUNE PRIORITÀ

1. Da una logica dell’organizzazione a quella della relazione

La logica degli itinerari differenziati: al centro il singolo e la sua educazione alla fede, la sua introduzione al cristianesimo. La reale compresenza di più percorsi di IC

L'obiettivo ultimo: incontrare la famiglia (l'obiettivo implicito di ogni IC, la fede adulta). Forme missionarie di incontro (sono loro il «popolo dei lontani») e forme missionarie co­me genere letterario (il colloquio pastorale). Privilegiare l'annuncio sulle richieste, la logi­ca dell'accoglienza su quella dell'esigenza. Lavorare di fantasia per colmare un vuoto pa­radossale, quello degli 0-6 anni

2. Logica catecumenale e grammatica religiosa

Il senso della reintroduzione di una logica catecumenale (non una trasposizione: non si può trasporre una logica pensata per degli adulti, legata ad un percorso di maturazione della libertà personale, su dei bambini):

pensare il percorso di IC come un percorso sintetico, con una regia certa, capace di coin­volgere la comunità cristiana, con l'attenzione a introdurre a tutte le dimensioni del mi­stero cristiano, con la capacità di utilizzare tutti i linguaggi dell'esperienza umana. Una introduzione che non impoverisce le persone interessate, ma offre loro una grammatica per l'incontro col Dio di Gesù Cristo

Questa grammatica dovrà elaborare le sue regole, i suoi passi, tenendosi in stretto con­tatto con le altre agenzie interessate all'educazione e alla crescita dei ragazzi, pena la marginalizzazione del percorso educativo cristiano. Una educazione alla fede che non può pensarsi come un fatto privato, ininfluente sul resto del cammino educativo o, al contra­rio, esente da influssi

3. Una sola chiesa, molte prassi di Iniziazione cristiana

Un cattolicesimo popolare da accompagnare: accogliere, porre stimoli, evitare atteggia­menti di rottura. Attrezzarsi per gestire il bisogno religioso che sta alla base del per­corso di IC, superare alcuni esiti ingenui del binomio evangelizzazione-sacramenti; pro­porre una gestione maturante del linguaggio del sacro. La fine di un modello sociale di cristianesimo, verso...

Un cattolicesimo che modifica il funzionamento da agenzia del sacro: più che proporre servizi a cui sono associate richieste, presentare una comunità in grado di testimoniare con semplicità la propria fede, ai vari livelli (la testimonianza della comunità, del prete, del catechista,... non necessariamente la testimonianza dei genitori)

Ridurre le attese legate al percorso di IC: i risultati vanno misurati su quella misura di lunghezza che è la vita, più che sulla partecipazione alle eucaristie immediatamente suc­cessive al percorso fatto. L'IC introduce, non fabbrica dei piccoli cristiani adulti in mi­niatura