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Resoconto della riunione del 13
novembre 2008
Presenti: Bissoli, De Souza , Gianetto, Suor Mazzarello, Meddi, Montisci,
Pastore, Suor Siboldi, Suor Tricarico, Vallabaraj. Due studenti di catechetica
1. L’incontro si è svolto all’ UPS,ospiti dell’Istituto di
Catechetica. L’inclemenza grave del tempo non ha favorito gli spostamenti.
D. Cesare ha fatto una lettura del Sinodo in tre parti:uno sguardo di insieme
che comprendeva il contesto ecclesiale come meta-messaggio, i contenuti, i
grandi orientamenti; una valutazione globale attenta a cogliere gli stimoli
emergenti; la componente specificamente catechistica con riferimento alla
proposizione 23 (Catechesi e sacra Scrittura)
2. Dopo il cordiale break, si è avuta una conversazione interessante nella
prospettiva specificamente dell’annuncio, con delle domande di spiegazione al
relatore, il che permesso di chiarire ulteriori aspetti dei documenti sinodali
- Necessità di precisare chiarire meglio il rapporto tra Parola di Dio (PdD) e
Bibbia, insistendo sulla distinzione fra la persona vivente di Dio (PdD) e il
testo ispirato che ne autentica il significato
- Non appare sufficientemente sviluppato quel segno della PdD che sono le opere
del creato, come anche le religioni
- La PdD sembra essere vista ad intra nella chiesa più che fuori di essa. Pur
parlando della PdD extra ecclesiam nella parte III delle proposizioni, pare
prevalere più l’istanza veritativa che profetica di un slancio creativo
- Legge della catechesi è la duplice fedeltà a Dio e all’uomo. Dal Sinodo pare
prevalere la prima, quindi la linea kerigmatica Che ne è dell’esperienza come
fattore costitutivo di catechesi ( v. DGC, n. 152)
- La Prop. 7 pone l’Eucaristia come ermeneutica della Bibbia. Domanda: e la
catechesi che ruolo occupa? Quello di essere pura spiegazione didascalica della
dottrina? L’essere l’Eucaristia al centro dell’attenzione non occupa la totalità
del cerchio dell’interpretazione della Scrittura. Resta vero che vi soggiace il
principio caro a Benedetto XVI,che laddove più presente , secondo la fede, è la
realtà di Dio ( e l’Eucaristia è il v ertice), lì abbiamo maggiore prossimità a
cogliere la voce della Scrittura come voce di Dio.
- Lo Instrumntum Laboris appare più ricco di dati e più raffinato
nell’esposizione di essi. Si notano nelle Proposizioni delle lacune circa il
carattere dialogico della PdD in ambito interreligioso, culturale
- Quanto al Lezionario vi sarebbe da discutere sulla ripetitività dei testi
scelti, la discontinuità ecc.
3. Don Cesare ricorda il carattere imperfetto, restrittivo, disorganico delle
Proposizioni, inadeguate nel dire quanto intendevano dire se confrontate con la
totalità del Sinodo; in secondo luogo data la natura del Sinodo, fatto
ecclesiale di prim’ordine , il suo primo valore sta nel fatto che tutti ( tanti)
prendano la parola su tematiche così vitali , più che per la perfezione di ciò
che si afferma; il Sinodo per sua natura esprime la medietà della Chiesa, non
necessariamente fa una esposizione brillante ; è doveroso procedere nel cammino
di catechesi seguendo gli orientamenti che conosciamo, e che sono certamente più
avanzati di quanto il Sinodo dice, accogliendo per altro le istanze contestuali
di questo, in modo da poter rispondere alla domanda: dal Sinodo ( tenuto conto
de suoi obiettivi di fondazione e del suo genere letterario) cosa riceve la
catechesi?
4. PROSSIMO INCONTRO: FACOLTA’ DI SCIENZE DELL’EDUCAZIONE “AUXILIUM”(FMA)
Giovedì 12 marzo 2009 . Ore 15-18.
Tema: a 40anni dal DB( seminario di studio a maggio 2009); convegno dell’ISPC di
Parigi (febbraio 2009) “ a trent’anni da Catechesi Tradendae.
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