AICa
Gruppo romano

Resoconto della riunione del 23 novembre 2006

La formazione dei catechisti per l’IC dei fanciulli e dei ragazzi

 

Presenti: Attanasio, Bissoli, De Souza, Gianetto, suor Manello, Mazzarello, Montisci, Ohloguey, Pastore, Ruspi, Siboldi, Vallabaraj, 6 studenti dell’UPS ed Auxilium.

Siamo ospiti di Don Walther Ruspi direttore,dell’UCN, il quale tiene la relazione, e nel break offre abbondanti ed ottimi pasticcini.

1. Il tema trattato è il documento ultimo dell’ UCN, La formazione dei catechisti per l’IC dei fanciulli e dei ragazzi. Don Walther presenta la genesi e formazione del documento, richiamando la continuità con gli altri due documenti sulla Formazione dei catechisti (1982) e sugli Orientamenti a riguardo della formazione dei catechisti (1991) e alle successive tre Note sull’IC. Il documento non nasce quindi sul vuoto né di esperienze né di riflessione. Ha come punti forti, fra gli altri, la formazione alla relazione personale con Cristo come cuore della formazione ( del catechista e del catechizzando), la formazione culturale dei catechisti, il ruolo della comunità, la competenza specifica in ordine al processo di IC, la modalità del laboratorio.
Da qui parte il dialogo che sostanzialmente si è svolto nel chiarire senso e portata di ciò che la Nota propone.

2. Un primo nucleo di domande riguarda il ruolo della comunità come soggetto attivo responsabile dell’IC(cfr c. II): non si suppone una comunità che sovente concretamente non esiste come la si desidera, o comunque pare incapace di svolgere il compito che le si richiede?
Don Walther osserva che certamente l’IC deve essere dentro la vita della comunità. Questo comporta che il processo di formazione dei catechisti e del processo di IC ha per primo destinatario la stessa comunità chiamata all’ascolto della Parola, a saper celebrare, a vivere l’essere insieme come comunione, a servire nella carità gli altri (v. n. 7), insomma a interiorizzare le grandi motivazioni del Vangelo da dire agli altri , mostrandole nel proprio vissuto. E’ facendo bene ciò che la comunità è chiamata a fare per essere comunità cristiana , che i catechisti si formano, non pensando a processi esteriori e avulsi dalla concreta esistenza di ogni giorno.

3. Un secondo nucleo di riflessione è collegato al progetto catechistico italiano ( catechismi) che la Nota conferma nel cammino di IC. Globalmente non appare chiaro con quale contesto culturale si confronta la Nota e sembra mancare una esplicita traduzione pedagogica; il catechismo suppone una situazione di’cristianità ‘diffusa’ e in ogni caso oggi si avverte la necessità del primo annuncio; come pure si avverte prioritaria la cura degli adulti; sembra che la dimensione esperienziale rischi la marginalità rispetto al più rimarcato impegno per la parola e la celebrazione; non appare una sufficiente differenziazione tra catechesi dei fanciulli e catechesi dei preadolescenti (nei Catechismi , ma anche nella Nota seconda per l’IC dei fanciulli e ragazzi e dunque anche nella Nota in questione sulla formazione dei catechisti).
A queste perplessità viene fatto osservare
- i Catechismi CEI per l’IC sono ampiamente strutturati sul primo annuncio ed esso rientra pienamente nel quadro della formazione dei catechisti
- i Catechismi non si propongono soltanto per il servizio dei ragazzi, né valgono come testo didattico immediato, ma anzitutto vanno compresi come” libro della fede” per la formazione dei catechisti stessi, rendendoli capaci di formare con lo stesso strumento i ragazzi;
- si è voluto che la Nota sulla formazione fosse leggibile direttamente dai catechisti , quindi non è complessa nè dettagliata ; questo non vuol dire che manchino espliciti suggerimenti operativi, ma insieme vi è l’invito a pensare le modalità situazione per situazione
- che la Nota abbia privilegiato la formazione di catechisti per la categoria dei fanciulli e ragazzi nasce dall’insistenza dei catechisti di avere linee chiare e definite, portando con ciò a completamento gli Orientamenti del 1991. Ora si ritiene che sull’argomento siano state date indicazioni sufficienti di lavoro. Infatti è agli adulti che ora è indirizzata l’attenzione dell’UCN . Non sono previste per intanto Note specifiche riguardanti la formazione dei catechista dei catecumeni e dei ‘ricomincianti ‘
- il n. 11 della Nota bene letto contempla espressamente un tirocinio di esperienza di vita cristiana nel cammino di IC, andando oltre i soli annuncio e celebrazione; la corrispondenza alle diverse età e situazione rientra nei compiti della comunità nel processo di educazione alla fede dei suoi membri, mirando alla realizzazione degli obiettivi previsti n.15 in misura opportuna. In tale quadro non si dovrebbe parlare di estraneità della proposta formativa dal contesto reale di vita dei catechisti come dei catechizzandi

4. Un terzo nucleo di attenzioni è portato su diversi elementi
Si apprezza l’affermazione di una formazione culturale dei catechisti e il tono positivo del documento; si avverte la necessità di una scuola per formatori dei formatori; va messo bene a fuoco il rapporto tra catechisti e famiglia dei ragazzi; rimane sempre in primo piano il problema della corresponsabilità dei presbiteri e quindi della loro formazione catechistica a partire dal seminario; al n.4 della Nota è prevista una riorganizzazione assai impegnativa dell’ IC; al n. 48 della Nota si propone l’interessante figura del tutor, accompagnatore dei catechisti e si chiede lumi per la sua formazione …
Don Walther chiarifica aspetti diversi.
- Il formatore dei formatori, fatta salva una preparazione globale in antecedenza, si va facendo sul campo a contatto con i catechisti e l’esperienza reale di ogni giorno
- la famiglia non può essere una delega della comunità a fare catechesi. Essa catechizza anzitutto con la testimonianza in opere e parole della vita quotidiana. Ma anche vi è un reciproco sostegno da costituire tra famiglia e catechista. Vi sono poi diverse esperienze in atto di partecipazione attiva. Di fatto oggi mole famiglie si mostrano disposte a cooperare per la catechesi dei figli
- la nuova riorganizzaione dell’IC dei fanciulli e ragazzi di cui al n. 4, va compresa come attuazione di quanto detto nella Nota Il volto missionario delle parrocchie nn. 6.7
- resta il compito di presentare la Nota sulla formazione dei catechisti al clero perché diventi soggetto attivo della formazione, senza peraltro ignorare i laici
- quanto alla figura del tutor, nel n. 49 della nostra Nota si danno delle indicazioni opportune. Può essere presbitero, religioso/a, laico. Esistono diversi modelli di scuola di questa figura di relazione e accompagnamento ( Piemonte-Lombardia, Sicilia-Calabria, Verona, scuola estiva di Evangelizzare…)

5. Il prossimo incontro sarà presso il Centro catechistico paolino, in via Antonino Pio, ospiti delle sorelle che vi lavorano, GIOVEDI 8 MARZO 2007, ore 15.

Proposta di temi: in antecedenza era già stato ventilato l’IC e comunicazione. Però urgono temi come il primo annuncio ( con Nota relativa) e la catechesi dei ‘ricomincianti” (terza Nota IC). Spetta alle colleghe del Centro paolino fissare ultimamente l’argomento.