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RESOCONTO della RIUNIONE DEL 18 NOVEMBRE 2004 Catechisti e catechesi oggi all’inizio del terzo millennio
Presenti: Alberich, suor Aurora , Attanasio, Bissoli, De Souza, Dosio, suor Gabriella, suor Giuliana, Gevaert, Gianetto , Manello, Montisci , Morante, Ohloguey, Pastore, Ruspi, Teti, Zagara. 1. Siamo ospiti del Centro Catechistico delle Paoline, in via Antonino Pio, assai cortesemente accolti. Diverse sorelle del Centro partecipano all’incontro.
2. Don G. Morante , che ringraziamo di cuore, presenta sinteticamente i risultati della ricerca Catechisti e catechesi oggi all’inizio del terzo millennio, LDC 2004. Fra i tratti più significativi ricordiamo anzitutto lo sforzo generoso di un miglioramento, ma anche la staticità della condizione catechistica italiana , segnata da grosse debolezze,tra le quali : una organizzazione della catechesi rimasta ‘scolastica’, rigida; la pratica vanificazione, per ignoranza o incapacità o non volontà di attuazione, delle tre Note CEI sull’iniziazione cristiana; continua a persistere in misura dominante, non una evangelizzazione fresca, ma una socializzazione cristiana sempre più erosa; cresce la crisi catechistica per adolescenti e giovani , e non decolla quella degli adulti; la struttura della parrocchia non corrisponde ai reali bisogni della comunità; la formazione dei catechisti è assente, o carente, o inadeguata; emerge la necessità di ridisegnare la pastorale secondo un cammino catecumenale ; aiutare la famiglia come agente di catechesi tramite catechisti preparati ; perfezionare il cammino verso la cresima; superare l’eccesso del fare e la frammentazione degli interventi , ricollocando le attività in un progetto unitario di iniziazione cristiana ; cogliere accuratamente stereotipi di valutazione, frasi fatte, per aderire alla realtà; in sintesi acquistare uno stile nuovo Sono state date ulteriori spiegazioni sul campione della ricerca che ha compreso 70 diocesi , con 4000 questionari, rilevando le differenze di risposta delle regioni italiane ( il che è anche significativo )
3. Nella successiva, animata discussione sono apparse diverse osservazioni sulla figura del catechista in relazione alla nuova catechesi in prospettiva iniziatica. Le riportiamo in sintesi
3.1 Annotazioni generali *Va acquisito il dato di una rilevante differenziazione fra la situazione catechistica nelle grandi città rispetto agli altri luoghi * Assieme alle resistenze del parroco ad iniziative di iniziazione non va dimenticata la fragilità della famiglia a portare il peso che oggi , almeno a parole, si vorrebbe attribuirle * A livello europeo sembra che la partecipazione dei catechisti sia più alta che in Italia, probabilmente perché altrove la catechesi è concentrata sul livello infantile * Va meglio ponderata la rilevanza che può avere il fatto che tanti catechisti sono anziani, o con altre parole il ruolo degli anziani (nonni) nella catechesi de piccoli. * Alcuni nodi da risolvere sono: la figura del catechista come accompagnatore, praticamente inesistente; è necessario che l’evangelizzazione anteceda e permei la sacramentalizzazione, oggi ancora dominante nella catechesi infantile; fra testi catechistici ufficiali e i bisogni della base( dai bambini agli adulti) vi è una discrepanza che va superata
3.2 Quanto alla catechesi familiare * Attualmente l’esperienza italiana più integrata ed organica è nella diocesi di Trento, in quanto si cerca un raccordo continuo fra catechisti parrocchiali e catechisti genitori * Vi è però la difficoltà generale di definire quale è il proprium della famiglia nell’educazione catechistica. Vi è la tendenza di chi chiede ad essa una educazione antropologica congrua al successivo annuncio di fede; altri invece mettono in risalto immediatamente l’impegno di iniziazione * Vi è anche la difficoltà che proviene dalla reale situazione dei membri familiari a trovarsi nel tempo e spazio convenienti per un servizio catechistico esplicito * Come pure sussiste il problema sulla reale possibilità di tanti genitori di parlare di fede in modo autentico, senza trovarsi in contrasto ’ oggettivo’ con i catechisti * l’America Latina offre interessanti modelli di catechesi familiare. Riescono quando vi sta alla base un progetto condiviso dalla chiesa locale, dove cioè partecipano Vescovo, teologi, catechisti ed accompagnatori ( duplice ministero), ed una adeguata sussidiazione 3.3 Pensando all’IC in termini di progettualità, va ricuperato il n. 7 della Nota Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia, come punto di riferimento magisteriale autorevole dell’episcopato come tale. Si incontrano però anche qui dei nodi cui badare: * Si ha l’impressione che la prima difficoltà sta nel rapporto tra comunità e catechesi * Merita riflettere sul rapporto di continuità che sussiste tra il progetto catechistico italiano e i documenti sull’ IC per potersi avvalere di intuizioni pastorali, scelte catechistiche e sussidi operativi esistenti da diversi anni. Così non è difficile vedere una significativa e non trascurabile convergenza tra le istanze di annuncio, celebrazione, carità di cui parla l’IC, con le indicazioni del Progetto catechistico a riguardo del triplice obbiettivo di conoscenza vitale della fede, di maturazione affettiva , di capacità operativa ; nel Progetto catechistico è nitida la centralità della comunità come soggetto evangelizzante . Viene da pensare che più che superato, il Progetto non sia stato sufficientemente assimilato( ad es a riguardo delle preziose pagine pastorali e pedagogiche introduttive delle unità dei Catechismi) con le conseguenze di rendere più difficile l’attuale cammino di IC. La stessa continuità si potrebbe rimarcare tra gli orientamenti di formazione dei catechisti delle Note CEI dell’80 e ’90 e quanto oggi ci si attende da essi. * Sarebbe bene che nella Consulta nazionale si dibattessero questi problemi per giungere a strategie condivise
3.4 Un allargamento di prospettiva * Non va dimenticato che il servizio della catechesi risente del più ampio problema della evangelizzazione oggi e in tale quadro va considerato per non falsarne la effettiva portata * Bisogna riconoscere che un problema notevole che investe la catechesi italiana: il Magistero catechistico è più avanti della prassi concreta. Questa poi risente di una tale accelerazione delle idee che i grandi orientamenti del Concilio appaiono senza rilevanza con un grave smarrimento dell’orientamento e il rischio di ripiegare sul passato. Oggi si deve parlare non di crisi di cristianesimo, ma di questo cristianesimo. E’ del tutto auspicabile che quello che ha fatto il C. di Trento per i preti, fosse fatto oggi per l’intero popolo cristiano
3.5 Il processo catechistico è chiamato a svolgersi a due livelli. - Alle famiglie, debitamente aiutate, va chiesto di realizzare un fondamentale e per sé insostituibile servizio di educazione alla fede facendo una comunicazione elementare della grandi verità della fede: la creazione di Dio, la chiamata alla vita eterna, l’amore a Dio e al prossimo, la figura di Gesù; - Il secondo livello è di apprendistato e spetta alla comunità: approfondimento della fede, scuola di preghiera, esperienza di comunità, pratica della carità
3.6 Quali catechisti? La situazione chiede catechisti attenti anche al processo evolutivo delle persone. Ne derivano quattro tipi: catechisti per l’infanzia; catechisti per ragazzi e adolescenti; catechisti per persone che diventano adulte; catechisti per la formazione degli adulti in quanto tali
4. PROSSIMO INCONTRO: Roma Università Salesiana, giovedì 3 marzo, ore 15.00-18.00
5. Possibili tematiche: il volto missionario della parrocchia; Eucaristia nel processo dell’IC; la catechesi e le nuove scoperte scientifiche; catechesi degli adulti (I annuncio; famiglia…); catechesi e comunità cristiana; catechesi e Bibbia…. |