AICa
Gruppo romano

RESOCONTO della  RIUNIONE DEL 20 MARZO 2002

a cura di C. Bissoli

“Il cammino di fede dei ‘ricomincianti’:
problemi, esperienze  e proposte. 

 

Presenti: Alberich,  Don Angelo, Suor Aurora,  Bissoli, Chialastri, Colosi,   De Souza, Dosio, Gevaert, Gianetto, Mazzarello,  Montisci, Morante,  Ruspi,  Suor Giuliana, Teti , Usai,  Vallabaraj, Zagara.

 

1.  Il direttore dell’UCN, Don Walter Ruspi espone  le linee generali della  prevista III  Nota sulla iniziazione cristiana dedicata a quanti non hanno compiuto pienamente  tale iniziazione  e di chiunque altro che  chiedesse di rinnovare  la propria   scelta di fede (volgarmente: “ ricomincianti” o cristiani della soglia…). Essendo  la Nota oggetto di prossima pubblicazione qui non si espongono  i contenuti, soltanto si ricordano  due  elementi maggiori: le quattro parole-chiavi  che esprimono  gli  assi portanti: ascolto, annuncio, cammino, itinerario;  Giov 4 ( Gesù e la samaritana) che fa da icona,   perché  rende chiara  la centralità dell’azione di  Gesù  nella ricerca della  persona  ed insieme la disponibilità d ella donna  di lasciarsi trovare da Cristo. Il relatore fa presente che  la Nota   ha  di mira  direttamente quanti nella comunità fanno’ domanda ‘ (del sacramento, della fede)  più che  provocare la domanda  attraverso il primo annuncio, che  non è stato  esplicitamente tematizzato.  Nell’ordine  pratico poi  è importante  considerare  coloro che  prestano servizio ( la mediazione ministeriale) ,  impostando  un  rapporto   corretto e  fecondo   tra aggregazioni ecclesiali che si occupano del nostro argomento ( es. neocatecumenali)   di cui si conosce  il forte impatto e  comunità  parrocchiale meno attrezzata  e che quindi non deve essere emarginata.

2. Don Emilio  Alberich  presenta esperienze    concrete   attinenti  alle due categorie dei non pienamente iniziati e di quanti cercano di poter  tornare a credere (ri-comincianti).. Accenna ad esperienze  in Spagna improntate da  un  spirito catecumenale più o meno generico, in Francia più strettamente  collegate al RICA,  negli USA (Remembering Church) legate piuttosto al processo e rito della riconciliazione, in Italia di cui si ricorda il movimento Shalom e il cammino neocatecumenale. Il relatore avanza alcune osservazioni: non si può  pensare che  il processo di ‘re-iniziazione’ di cui si parla possa supplire una iniziazione in crisi; va considerato il rischio di certe forme di banalizzare e svuotare il catecumenato; come  pure   non va sottovalutato il  pericolo della inautenticità e  deformazione nell’uso della Bibbia, di  precomprensioni dottrinali discutibili, di carenza di un corretto rapporto  con la comunità ( a questo riguardo vi possono essere   esiti laceranti nella  comunità nella misura   che si imposta  un procedimento troppo individualistico da parte di aggregazioni e movimenti  ); vi è ancora il rischio di procedere radicalizzando così il cambio da sopprimere il vecchio  sistema  di iniziazione senza avere collaudato  il nuovo; infine nasce la domanda su quale possa essere lo sbocco di un cammino formativo così  incisivo  nelle attuali comunità  che appaiono sovente non all’altezza  dell’esperienza catecumenale . Quale comunità dunque  per questi ‘neofiti’? In certe diocesi  viene proposto  un centro diocesano di coordinamento  delle tante esperienze   e delle cellule ecclesiali   che vengono alla luce

Infine D. Alberich ricorda che iniziative a riguardo del nostro argomento vanno promosse ed istituzionalizzate, favorendo  la loro  visibilità in maniera di stimolare le domande e saperle accogliere quando compaiono ; per questo assume una  grande importanza la  figura dell’animatore ed accompagnatore.  In conclusione   l’esperienza di “re-iniziazione è una grande risorsa per la chiesa, purchè sia pensata come rinnovamento e non come restaurazione.

Si apre la discussione  di cui qui facciamo la sintesi  ripartita secondo motivi tematici.

  1. Circa  la  prossima  terza  Nota 

 a- Così come è stata esposta è riconosciuta  buona   per la  sua semplicità, chiarezza,  pertinenza (v. le ‘ quattro parole-chiavi’ ) ed insieme  per essersi limitata a dare dei criteri in modo di  lasciare spazio a quelle che sono le necessarie concretizzazioni a livello locale.    La Nota  non preclude affatto  la possibilità di venire incontro non soltanto a quanti fanno domanda  di fede, ma anche  a quanti   si trovano sulla soglia e  attendono , più consapevolmente , di  ricevere una offerta.

b-  La Nota va  effettivamente incontro  a domande della gente che non trovano  accoglienza nella catechesi ufficiale.

c- I  contenuti delle  quattro ‘ parole-chiavi’,  sono valide per integrarsi con  la forma  spiccatamente missionaria del primo annuncio

d-  Evitare  di ipostatizzare i nomi ( come iniziazione, ricomincianti…), anche perché incomprensibili  alla gente, quanto piuttosto   badare  alla sostanza , cioè al rapporto tra il  bisogno  di fede, e di fede genuina,  e la proposta  fatta  dalla comunità

e-  E’ importante per la buona receptio  di essa che l’ascolto, di cui si tratta ,sia esercitato opportunamente dai  pastori ( parroci),   a riguardo anzitutto  dei pastori stessi . Come pure è importante  che  le indicazioni della Nota siano fatte valere  in rapporto ai genitori che fanno la domanda dei sacramenti per i figli

4. Circa il soggetto  ‘ricominciante’

.  Oggi, in modo più esplicito di ieri, va  tenuto presente che i soggetti ,  giovani o adulti, che fanno o possono fare una  prima domanda di  fede o di ‘ritrovamento’ di essa, mostrano   generalmente  un  vivo interesse sul mistero di Dio e di Cristo e sulla fede in genere,   mentre hanno  un atteggiamento reattivo e di  diffidenza verso la  istituzione chiesa. Questo  richiede dall’operatore pastorale un corrispondente atteggiamento di accoglienza cordiale, di ascolto sincero della ’domanda’ e  di   progettare una risposta adeguata  alla sensibilità e ai bisogni della persona. Ciò  richiede una vera e propria conversione pastorale del modo  di proporre la fede, evitando che appaia  come un prefabbricato  definito nei dettagli ed  automaticamente normativo

5. Altre annotazioni

a- L’attuazione di un processo di ‘re-iniziazione’ appare difficile  nelle piccole comunità  per cui è  meglio, se non addirittura  necessario collaborare a livello interparrocchiale

b- Quanto alla durata del processo di re-iniziazione è  importante sottolineare  che la prospettiva della Nota è di   non dare scadenze, ma  indicazioni di percorso proponendo l’anno liturgico,  seguendo in sintesi un criterio non di quantità,ma  di ‘ qualità’  , lasciando alle singole comunità le determinazioni  dettagliate.

c- In Italia vi sono  esperienze molteplici di re-iniziazione, ma non sono codificate e fatte conoscere , sia per brevità di tempo, sia perché  si procede secondo programmi concreti che si adattano di continuo alle situazioni e secondo  la necessari evoluzione.

d- La figura del catechista va profondamente rinnovata: “accompagnatore” è il nome più appropriato.  Persone capaci  di accoglienza, di comprensione ed ovviamente  di competenza  teologica e pastorale

e- E’ fondamentale   suscitare la domande di fede. Per questo  diventa necessario valorizzare la storia di ciascuno, le occasioni privilegiate della vita ( battesimi, matrimoni, funerali…), accogliendo  le domande  così come sono, confuse, magari   errate, ma sincere, su cui impostare il processo di chiarificazione. Anche i mezzi di comunicazione ( giornali, anche laici) hanno possibilità di suscitare un interesse religioso. Rivestono  valore   certi luoghi  stimolanti, come  monasteri, santuari, comunità ecclesiali  di base, centri di ascolto…

f-  Dato il  legame  intrinseco di certe aggregazioni  con  il  primo annuncio e il cammino di iniziazione, occorre riflettere  insieme  sul loro rapporto con il compito delle parrocchie, per evitare doppioni, percorsi tra loro eterogenei

Prossimo incontro,   GIOVEDI ‘ 6 NOVEMBRE  2003, ORE 15.30,  presso LA FACOLTA’ DI SCIENZE DELL’EDUCAZIONE , AUXILIUM  (FMA)

Temi proposti: la pastorale del battesimo nella problematica odierna dell’ iniziazione cristiana; la problematica del matrimonio ( che si  spaccano); ruolo del sacramento e della Parola; saper cogliere le occasioni  per suscitare  la domanda della fede ; il  ministero dell’educazione cristiana