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RESOCONTO della RIUNIONE DEL 15 NOVEMBRE 2001 Analisi di esperienze innovative di iniziazione cristiana.
Presenti: Cavallotto, Kipoy, Meddi, Colosi, Dosio, Manello, Mazzarello, Oholeguy, Colombo, Ruspi, Alberich, De Souza, Gevaert, Gianetto, Morante. L’incontro si è tenutapresso la Pontificia Università Urbaniana dalle 15,30 alle 18,00. Dirige don Cyril de Souza, che dà subito la parola a Don Giuseppe Morante, il quale presenta 4 esperienze italiane di iniziazione cristiana.
1. La parrocchia S. Elena di Milano. L’esperienza è continuata per 10 anni, con periodi che duravano 4 anni. L’opzione principale era di lavorare con ragazzi non battezzati insieme con ragazzi battezzati, con coinvolgimento dei genitori. I ragazzi si sono detti contenti; hanno partecipato volentieri, per i momenti di gioco e di festa, che erano presenti oltre ai momenti catechistici e liturgici. Le famiglie non hanno veramente accompagnato i ragazzi. Il vantaggio che è risultato per loro è stato quello di aver fatto più comunità. Molte famiglie si sono ritirate. I catechisti ne hanno trovato un vantaggio e un aiuto. Perché allora si è deciso di non continuare così? La percezione del sacramento nei ragazzi non è cambiata; la motivazione esteriore, la festa, ecc. è rimasta la stessa; pochi hanno continuato il cammino dopo il sacramento. Dopo i primi quattro anni si è affidato ai ragazzi più grandi l’accompagnamento dei più piccoli. Ma chi accompagnava loro? Ci vuole più tempo per far entrare una nuova tradizione. 2. Parrocchia di S. G. Cottolengo alle Vallette (Torino). Esperienza fatta per 10 anni da Nicla Spezzati Ravaglione (ora si trova a Vigevano, dove ha ripreso la stessa esperienza). Grande coinvolgimento dei ragazzi. Esemplare il lavoro fatto con gli adulti: molto curata l’accoglienza e la motivazione, come pure la disponibilità con l’offerta di diversi orari, a scelta. Schede e tematiche a sfondo biblico. Non si è riusciti a far fare la catechesi ai genitori; l’hanno fatta i catechisti. Cadenza settimanale anche per i genitori, da ottobre a Pasqua. Molti uomini ci stanno, piace. 1° anno solo con gli adulti; 2°- 4° anno anche i ragazzi – percorso a tappe. Esperienza riuscita: molte altre parrocchie la seguono. 3. Diocesi di Albano. Si è in fase di studio, a livello diocesano. Il vescovo è direttamente coinvolto. Si chiarificano termini come evangelizzazione, primo annuncio, ecc. 4. Una zona pastorale di Avellino. Nuova proposta seguita da 7 parrocchie; si è cominciato dopo che per anni si erano formati prima i formatori e animatori. Si è cominciato con il primo anno di catechismo: 6/7 anni, seguendo le tappe dell’anno liturgico. Visite dei catechisti ai genitori, alcuni mesi prima, poi a settembre. Coinvolgimento del Consiglio Pastorale della parrocchia. Si sono fatti incontri genitori/figli a livello catechistico e pedagogico. Nessun uomo catechista; intervenivano agli incontri pedagogici. Le catechiste hanno dato una valutazione molto positiva. Si è lasciato scegliere ai genitori di seguire il nuovo corso, o di rimanere al vecchio sistema. Le convinzioni di fondo: 1. Rilancio del bisogno di un primo annuncio; 2. Tener conto del contesto in cui vivono i ragazzi oggi – catechesi più esperienziale: non tanto sapere, ma vivere quello che si sa; 3. La comunità dia segni visibili di ciò in cui crede; 4. In un contesto pluralista si impongono delle scelte; 5. Coinvolgere tutti gli educatori Don Walter Ruspi precisa ulteriormente alcune delle esperienze e ne presenta altre. Quella di S. Elena era un po’ lasciata alla improvvisazione, un po’ disordinata. Può essere il motivo del non successo. Hanno deciso di riprendere l’esperienza quando ci saranno altre domande di battesimo. Presenta l’esperienza di una Vicaria di Trento. L’UCN sta raccogliendo una documentazione delle diocesi e delle regioni. Suor Lorenzina Colosi presenta alcune altre esperienze e così pure don Luciano Meddi e Suor Maria Luisa Mazzarello. Osservazioni su tutte le esperienze presentate.
Altre osservazioni:
Problemi da studiare:
Altre osservazioni:
Che cosa prevediamo per la prossima volta? Vengono fatti alcuni suggerimenti, fra cui una riflessione sugli elementi costitutivi di una iniziazione cristiana – dei fanciulli – degli adulti, partendo dalla proposta di BOROBIO, con riferimento all’OICA (RICA). Prevale il suggerimento di scegliere come tema: Che si significa primo annuncio? Ai ragazzi? Agli adulti? (Si invita Joseph Gevaert a preparare una breve introduzione iniziale). LUOGO E DATA DEL prossimo INCONTRO: UPS, giovedì 7 marzo 2002, ore 15,30. d. Ubaldo Gianetto. |