Convegno 2011
Selva di Fasano
25-27 settembre 2011

Apprendere nella comunità cristiana
Come dare un "contesto" alla catechesi?

PRESENTAZIONE DEL CONVEGNO

 

Da Verbania…1
IL QUADRO DI RIFERIMENTO

 

  • «La catechesi ecclesiale deve mostrare come la proposta cristiana sappia accompagnare i processi della crescita e come la graduale accoglienza della fede apra orizzonti di vera umanità. […]. Dal punto di vista della catechesi c'è da tener vivo il senso del suo apporto specifico a tutta la pastorale: è vero che non tutto nella Chiesa è catechesi, ma è pure vero che in certo modo tutto ha bisogno della catechesi. Dire catechesi significa dunque dire anche una dimensione di tutta la prassi della Chiesa.

  • Si tratta, più radicalmente, di superare il primato, da cui la catechesi è troppo condizionata, del conoscere.2 […]. Sul piano della pastorale catechistica si avverte la necessità di educare, ad esempio, al contatto, e al contatto continuato (le buone abitudini, le buone pratiche) più che (o prima che) al conoscere sistematico. […]. Lo sbilanciamento oltre la conoscenza significa il porre più al centro le dimensioni della fiducia, della relazione che ci precede, delle tracce di presenza di Dio, da cui possiamo tentare di fuggire ma con cui siamo inchiodati a fare i conti»3

  • Che/come c’entra la comunità nella formazione ecclesiale, nella catechesi e nell’apprendimento della fede? Che cosa vuol dire e come di fatto “dare contesto” alla catechesi (ad es., quanto a dinamiche, comunicazione, contatto, organizzazione, ecc.)?

 

… alla Puglia
LA PROPOSTA DI SVOLGIMENTO

 

1° giorno PM: SESSIONE INTRODUTTIVA

«APPRENDERE NELLE ORGANIZZAZIONI/APPRENDERE NELLA COMUNITÀ CRISTIANA»

  • Relazione base (a più voci), con interventi di Giuditta ALESSANDRINI (Università degli Studi di Roma Tre) – Serena NOCETI (Facoltà Teologica di Firenze) - Luciano MEDDI (Università Urbaniana di Roma), coordinati da Pio ZUPPA (Facoltà Teologica Pugliese)

  • Dialogo in plenaria (prime ed immediate reazioni “a caldo” tra i partecipanti)

Dopo i saluti del vescovo mons. Vito Angiuli (presidente della Commissione Catechistica Regionale e già socio AICa), introduce al Convegno il presidente Salvatore Currò e modera la sessione Franca Feliziani Kannheiser del Consiglio di presidenza dell’AICa.

 

2° giorno: SESSIONE DI APPROFONDIMENTO E DI CONFRONTO

AM: «COMUNITÀ CRISTIANA ED EDUCAZIONE: NODI E IMPLICANZE CATECHETICHE PER LA PRASSI»

  • Dialogo nei gruppi tra i catecheti, con rilancio della tematica da parte del catecheta Ubaldo MONTISCI dell’Università Salesiana di Roma

PM: «“PIETRA CHE CAMMINA”: IL RACCONTO»

  • A confronto con l’esperienza dell’IPP, a cura del direttore dell’IPP Sandro RAMIREZ ed Équipe IPP (c/o Casa “Regina Pacis” in Fasano)

In mattinata modera e coordina la sessione Cettina I. Cacciato e a pomeriggio Danilo Marin, entrambi del Consiglio di presidenza dell’AICa.

Nel pomeriggio sono anche previsti:
a) Visita Guidata “Chiese Rupestri”;
b) Celebrazione eucaristica nella parrocchia matrice di Fasano presieduta dal vescovo presidente dell’IPP (mons.
Pietro M. Fragnelli);
c) Cena Associativa Tipica all’Oasi San Giovanni Battista (offerta dalla Diocesi di Conversano-Monopoli).

 

3° giorno AM: SESSIONE ASSEMBLEARE FINALE

Dialogo tra i catecheti: «DARE “CONTESTO” ALLA CATECHESI: CIOÈ…»

  • Ripresa del dialogo in plenaria (dopo breve restituzione dell’appro-fondimento/confronto avvenuto nei gruppi)

  • Restituzione dei relatori-base (proff. Alessandrini-Noceti-Meddi)

In questa ultima sessione modera Savino Calabrese del Consiglio di presidenza dell’AICa e conclude il Convegno Salvatore Currò, presidente dell’AICa.

 

 

 

1  «Ci siamo lasciati a Verbania con l’idea di lavorare il prossimo settembre [2011], in Puglia, su La comunità cristiana ed educativa: dinamiche, comunicazione e organizzazione. Dare “contesto” alla catechesi»: così Salvatore, rivolgendosi a tutti i soci, in occasione del consiglio di presidenza autunnale, per raccogliere idee e indicazioni in vista di una prima ipotesi del prossimo convegno. Carmelo Torcivia (da un’email inviata a Salvatore) scrive: «Il tema della comunità cristiana e del suo rapporto con l'educazione è estremamente importante. Occorre, però, che si sia rigorosi nelle affermazioni che si fanno in modo di evitare la fumosità che sovente si avverte nei linguaggi pastorali e catechetici».

2   Prosegue Currò: «Può sembrare paradossale: in un tempo in cui c'è più bisogno di conoscere (l’essenza del messaggio cristiano, le nozioni più elementari della rivelazione cristiana, che non si possono dare più per scontate), in un tempo in cui emerge una istanza veritativa (di essere più decisi nella presentazione dei contenuti cristiani), c'è anche un bisogno di situare la conoscenza del messaggio cristiano […]. Non va mai dimenticato che la conoscenza non situata si fa ideologia, misconoscimento dell'altro, chiusura alla Rivelazione».

3   S. Currò, Educazione e catechesi, in “Settimana” 45, 2010, n. 37, p. 3.