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La scrittura e la sua valoizzazione nella catechesi.
Quale significato? Quale attenzioni? Quali metodologie? |
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Cesare Bissoli (a cura di) Sintesi del Primo Laboratorio |
Intervento-input (C.Bissoli)
1/Area della ragioni: la relazione sacramentale che sta fra Parola di Dio e Bibbia.
1.1 Ratio suprema di ogni annuncio è la Parola di Dio in tutte le sue manifestazioni o canali
1.2 La Bibbia ha un legame peculiare perché l’esperienza religiosa che testifica codificata in libri/o è paradigmatica per ogni altra esperienza religiosa lungo i secoli (motivazione tecnica: carisma dell’ispirazione, dunque criterio infallibile di verità in ordine alla salvezza, ed insieme collegamento intimo con la Chiesa o canonicità)
1.3 Già differenti in quanto la Parola di Dio è evento e la Bibbia ne è testimonial scritto, ulteriormente la Parola di Dio conosce altri segni sacramentali, anzitutto dentro la Chiesa ( l’annuncio, la celebrazione liturgica, il servizio di carità, la vita di comunione…, globalmente denominati Tradizione) , ma anche ‘ fuori’ della Chiesa , nei segni creaturali quali semina Verbi (cosmo, uomo, storia, pensiero, religioni, culture…, globalmente chiamati semina verbi, pierres d’attente..)
1.4 Il dato biblico è chiamato ad interagire con questi altri canali nella forma di norma normans (il’ libro’ ) ma anche in forma integrata, perché solo così la comunicazione è autentica e totale. L’insieme infatti forma la fides ecclesiae con le sue dinamiche, oggetto globale del servizio catechistico
1.5 La catechesi è il momento comunicativo di questa fides globale, nell’articolazione di primo annuncio, approfondimento… secondo le tante forme che la pedagogia catechistica suggerisce
1.6 Oggi assume un chiaro profilo iniziatico attraverso la pedagogia del catecumenato e dunque anche metodologicamente non può non essere che la grande avventura del popolo di Dio ( historia salutis) divenuta oggetto di iniziazione catecumenale.
1.7 Cosa apporta di specifico la Bibbia alla comunicazione catechistica?
Il senso della sorgente, il criterio della documentazione oggettiva , la dinamica della memoria profetica, il linguaggio più adeguato (non solo ‘dire Dio’, ma ‘come si dice Dio’) , ultimamente e radicalmente è esperienza specifica di incontro con Dio:”Nei libri sacra, il Padre che è nei celi, viene on mola amorevolezza incontro ai suoi figli e discorre con essi” (DV, 21)
2/Area delle modalità
2.1 Sono tutte le varietà di comunicazione catechistica … Secondo i destinatari, i bisogni, le situazioni… ed oggi con particolare risalto il linguaggio dei media
2.2 Classica è la forma della catechesi del catechismo, con una storia ovviamente svariata e discussa: secondo il Simbolo( la Bibbia come historia salutis, al tempo dei Padri) secondo la dottrina( la Bibbia con una funzione sussidiaria, nell’ età moderna).
La svolta capitale del Vaticano II: Dei Verbum
2.3 La Bibbia deve far risuonare la Parola di Dio secondo il primato che le spetta in quanto testimonianza della sorgente, della Tradizione alle origini , senza far mancare l’interazione con le altre dinamiche della Parola nei segni sacramentali della Chiesa e fuori di essa( oggi in particolare in relazione alle religioni e agli umanesimi....)
2.4 Ciò comporta alcune specificazioni di due ordini: ermeneutica e pedagogico-didattico
a- La questione ermeneutica .
* La Bibbia non è né un trattato dottrinale né un ricettario, ma un paradigma normativo.[1]
* Può essere presente correttamente soltanto in correlazione con il soggetto umano che l’incontra, secondo il principio che la Bibbia porta in sé non solo la rivelazione di Dio all’uomo, ma dell’uomo a se stesso (GS 22 ). E dunque” vi è del divino nell’uomo e dell’umano in Dio” . Il paradigma supremo: Gesù di Nazaret, il Verbo fatto uomo
* Necessità di chiarire e praticare il circolo ermeneutico, secondo norme pertinenti alla natura’divina’ della Bibbia( norme teologiche) e alla sua natura umana (norme filosofiche: v. PCB, L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa, 1993)
* Filone da sviluppare: le dinamiche intercorrenti tra Parola di Dio e l’uomo, secondo diversi paradigmi: l’uomo Auditor Verbi (Rahmer); “intrinsecità e dono”(Currò); “la suprema signoria di Dio si manifesta nella promozione dell’uomo(Rizzi)
b- La questione pedagogica-didattica
* La via kerigmatica: con vantaggi (l’assolutezza della Parola) e limiti ( “theologia gloriae”; l’estraneità della Parola) ;
* La via antropologica: con vantaggi ( l’incarnazione della Parola) e limiti( la funzionalizzazione della Parola)
2.5 Distinzione fra catechesi della Bibbia ( approccio diretto: apostolato biblico) e catechesi biblica ( approccio inclusivo con altre componenti: dottrina, segni sacramentali… tipico delle grandi azioni di Chiesa)
La seconda ha ragione di fine, la prima ha ragione di mezzo necessario al fine
(v. DV, PCB, L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa, 1993,;DGC 1997; Bissoli C., Va e annuncia. Manuale di catechesi biblica, LDC, 2006; Bissoli C-Morante G. a cura di), La Bibbia nella catechesi. Perchè e come LDC, 2004)
Principali punti emersi nel dialogo
I. IL FATTO
1.1 Si riconosce non solo che la catechesi è profondamente orientata dalla Bibbia e alla Bibbia, ma anche che un incontro biblico diretto è più gradito e porta più frutto di una catechesi sistematica. Dona i significati radicali della fede ( alla sorgente) , illumina nodi comuni dell’esistenza con una contemporaneità che alla mediazione dottrinale non è data altrettanto, arreca ricchezza di linguaggio , apre a possibilità di conversazione vivace.
1.2 Il successo che sta avendo la catechesi biblica simbolica dei coniugi Lagarde viene spiegato sia per il cambio che introduce rispetto alla consueta ora di catechismo, sia perché dà ai catechisti di essere essi stessi iniziati alla Bibbia e resi competenti di una catechesi attiva
II. LE MODALITA’
2.1 La modalità della via kerigmatica di incontro con la Scrittura nel senso classico, quasi deduttivo, appare poco efficace. Occorre passare alla nuova via kerigmatica , ove la Parola di Dio non resta isolata e staccata come asserzione astratta di un dato biblico, ma prende rilievo tramite altri canali
- Un canale che la stessa esperienza di Firenze conferma è dato dall’incontro biblico tramite l’arte sacra, la via estetica o la via della storia degli effetti. Testo e segno così splendido colpisce le persone e le fa partecipare di più
- Purtroppo il ‘canale del povero’ come mediazione alla Bibbia è tra noi trascurato
- L’incontro con la Bibbia richiede un percorso verso una conoscenza sistematica per un dialogo coretto con tante istanze culturali che toccano la stessa identità del Libro Sacro
2.2 L’incontro con la Parola va mantenuto come spazio per un parlare libero della gente, per una riscrittura della Parola nella risonanza degli uditori
2.3 Non va dimenticato che catechesi non è semplicemente lettura della Bibbia, ma vuole il collegamento di questa con il contesto totale della comunicazione della fede, segnatamente con il sacramento e la celebrazione liturgica e con la necessaria mediazione pedagogica
III. ALCUNE NOTAZIONI SPECIFICHE
3.1 Una questione aperta: che differenza vi è tra gruppo biblico e gruppo di adulti che fanno catechesi? Come la Bibbia va proposta in misura pertinente ?
3.2 Il compito ermeneutico sollecita l’attenzione sul soggetto che affronta il testo. Si diramano alcune annotazioni:
- Il soggetto è attore della Parola , non solo uditore. La sua Parola non è soltanto derivazione di quella del testo, ma in certo modo la forma. La mediazione narrativa , ossia l’autoespressione del soggetto diventa fattore di un vera interpretazione
- Da parte dell’animatore (catechista) si richiede di non essere il signore della Parola, ma di essere ascoltatore dell’ermeneutica fatta dalla gente, secondo le età della vita e le situazioni di vita e di cultura. C. Mesters ( nei suoi scritti) è un modello con cui confrontarsi e da cui imparare
- Non va persa la responsabilità etica che proviene dall’ ascolto della Parola. Al centro non dovrebbe stare la pura cura del significato, estrinseco alla persona, ma il processo che avviene di ‘riscaldamento del cuore’ incontrandosi con Dio che parla, da cui proviene non solo una cultura del senso, ma la percezione di un dono che coinvolge
- Un altro fondamentale fattore ‘ermeneutico’ è la comunità. Cosa vuol dire ‘leggere’ una parola in comunità e in vista di essa?
[1] . La Bibbia non va pensata come la raccolta bene impacchettata di rivelazioni divine piovute dall’alto . In realtà la Parola di Dio ’avviene’, cioè si compie e si svela in contatto con l’esperienza dell’uomo , è in certa misura il frutto di una riflessione della persona sulle vicende della sua vita , una riflessione chiaramente guidata dalla fede in Dio . Per cui conoscere ciò che Dio dice su un data situazione o problema umano richiede un continuo contatto con l’esistenza della persona, riconoscere le sue domande . La Bibbia è appunto la codificazione di tale incontro fra le domande dell’uomo biblico e le risposte di Dio. Noi oggi ,aprendo la Bibbia, accettiamo di incrociare le nostre domande con quelle dell’uomo biblico per poter avere la grazia di conoscere e condividere le risposte ricevute da Dio. Globalmente si tratta di cogliere la rivelazione o Parola di Dio sulla vita, facendo concreto riferimento alla nostra vita