La Sacra Scrittura e la sua valorizzazione nella catechesi
 

Cesare Bissoli

Contributo in preparazione al Convegno AICa 2006

 

Vanno distinte le ragioni  dalle modalità (Bissoli C-Pastore C.)

1/Area della ragioni: la relazione sacramentale che sta fra Parola di Dio e Bibbia.

1.1   Ratio suprema  di ogni annuncio è la Parola di Dio in tutte le sue manifestazioni o canali

1.2  La Bibbia ha un legame peculiare perché l’esperienza  religiosa che  testifica  codificata in libri/o è paradigmatica per ogni altra esperienza religiosa  lungo i secoli (motivazione   tecnica: carisma dell’ispirazione, dunque criterio infallibile di verità in ordine alla salvezza,  ed insieme  collegamento intimo con la Chiesa o canonicità)

1.3 Già differenti in quanto la  Parola di Dio  è  evento  e la Bibbia  ne è  testimonial  scritto,  ulteriormente la Parola di Dio conosce altri segni sacramentali, anzitutto dentro la Chiesa (l’annuncio, la celebrazione  liturgica, il servizio di carità, la vita di comunione…, globalmente denominati Tradizione) , ma anche ‘ fuori’ della Chiesa , nei  segni creaturali quali semina Verbi (cosmo, uomo, storia, pensiero, religioni, culture…, globalmente chiamati semina verbi, pierres d’attente..)

1.4 Il dato biblico è chiamato ad  interagire con questi altri canali  nella forma  di norma normans (il’ libro’ ) ma anche in forma integrata, perché solo così la comunicazione è autentica e totale. L’insieme  infatti forma  la fides ecclesiae con le sue dinamiche, oggetto globale del servizio catechistico

1.5  La catechesi è il momento comunicativo di questa fides  globale, nell’articolazione di primo annuncio, approfondimento… secondo le tante forme che la pedagogia catechistica suggerisce

1.6 Oggi assume un chiaro profilo iniziatico attraverso la pedagogia del catecumenato e dunque  anche metodologicamente  non può non essere che la grande avventura del popolo di Dio ( historia salutis) divenuta oggetto di iniziazione catecumenale.

1.7 Cosa apporta di specifico la Bibbia alla  comunicazione catechistica?

Il senso della sorgente, il criterio della documentazione oggettiva , la dinamica della memoria profetica, il linguaggio più adeguato (non solo  ‘dire Dio’, ma ‘come si dice Dio’)  , ultimamente e radicalmente è  esperienza specifica di incontro con Dio:”Nei libri sacri, il Padre che è nei cieli, viene con molta amorevolezza incontro ai suoi figli e discorre con essi” (DV, 21)

 

2/Area delle modalità

2.1 Sono tutte le varietà di comunicazione catechistica … Secondo i destinatari, i bisogni, le situazioni… ed oggi con particolare risalto il linguaggio dei media

2.2 Classica è la forma della catechesi del  catechismo, con una storia ovviamente  svariata e discussa: secondo il Simbolo( la Bibbia come  historia salutis, al tempo dei Padri) secondo la dottrina(  la Bibbia  con una funzione sussidiaria, nell’ età moderna).

La svolta capitale  del Vaticano II: Dei Verbum

2.3 La Bibbia  deve far risuonare la Parola di Dio secondo il primato che le spetta in quanto testimonianza della sorgente, della Tradizione alle origini , senza far mancare l’interazione con le altre dinamiche della Parola nei segni sacramentali della Chiesa e  fuori di essa(  oggi in particolare  in relazione alle  religioni e agli umanesimi....)

2.4 Ciò comporta alcune specificazioni di  due ordini: ermeneutica e pedagogico-didattico

a- La questione ermeneutica .

* La Bibbia  non è né un trattato dottrinale  né un ricettario, ma un paradigma  normativo.[1]

* Può essere presente  correttamente soltanto in correlazione con il soggetto umano che l’incontra, secondo il principio che la  Bibbia porta in sé non solo la rivelazione di Dio all’uomo, ma dell’uomo a se stesso (GS 22 ). E dunque” vi è del divino nell’uomo e dell’umano in Dio”  . Il paradigma supremo: Gesù di Nazaret, il  Verbo fatto uomo

* Necessità di chiarire e  praticare il circolo ermeneutico, secondo norme pertinenti alla natura’divina’ della Bibbia( norme teologiche) e alla sua natura umana (norme filosofiche: v. PCB, L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa, 1993)

*  Filone da sviluppare: le dinamiche  intercorrenti tra Parola di Dio  e l’uomo, secondo diversi paradigmi: l’uomo  Auditor Verbi  (Rahmer);   “intrinsecità e dono”(Currò); “la suprema signoria di Dio si manifesta nella promozione dell’uomo(Rizzi)

b-  La questione  pedagogica-didattica

* La via kerigmatica: con vantaggi (l’assolutezza della Parola) e limiti ( “theologia gloriae”; l’estraneità della Parola) ;

* La via antropologica: con vantaggi ( l’incarnazione della Parola) e limiti( la funzionalizzazione della Parola)

2.5 Distinzione fra catechesi della Bibbia ( approccio diretto: apostolato biblico) e catechesi biblica ( approccio inclusivo  con altre  componenti: dottrina,  segni sacramentali… tipico delle grandi azioni di Chiesa)

La seconda ha ragione di fine, la prima ha ragione di mezzo necessario al fine

(v. DV, PCB, L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa, 1993,;DGC 1997;  Bissoli C., Va e annuncia. Manuale di catechesi biblica, LDC,  2006;  Bissoli C-Morante G.  a cura di), La Bibbia nella catechesi. Perchè e come LDC, 2004)


[1]. La Bibbia non va  pensata come   la  raccolta bene impacchettata  di  rivelazioni divine piovute dall’alto . In realtà  la Parola di Dio ’avviene’,  cioè si compie e si  svela in contatto  con l’esperienza dell’uomo , è in certa misura  il frutto  di una riflessione  della persona sulle vicende della sua vita , una riflessione  chiaramente guidata  dalla fede in Dio . Per cui  conoscere  ciò che  Dio dice su un data situazione o problema umano richiede un continuo contatto con l’esistenza  della persona, riconoscere  le sue domande . La Bibbia è appunto la codificazione di tale incontro fra le domande dell’uomo biblico  e le risposte di Dio.   Noi  oggi,aprendo la Bibbia, accettiamo di incrociare le nostre domande  con quelle dell’uomo biblico per poter avere la grazia   di conoscere e condividere le risposte  ricevute da  Dio.  Globalmente   si tratta   di  cogliere  la rivelazione o Parola  di Dio sulla vita, facendo concreto  riferimento  alla  nostra vita