Convegno 2006

Eremo di Lecceto

24-26 settembre 2006

La catechesi: eco della Parola e interprete di speranza
La questione ermeneutica e il suo significato per l’educazione alla fede

“Ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli
è simile a un padrone di casa
che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”

(Mt 13, 52)

Leggi:

- il programma del convegno

- le note organizzative e le modalità di iscrizione

- i contributi

- il sommario e la prefazione degli Atti

PRESENTAZIONE: Il Convegno all’interno del cammino dell’AICa

 

Il Convegno si pone in continuità con la riflessione sulla formazione, che ha caratterizzato il cammino dell’AICa degli ultimi anni, e allo stesso tempo vuole aprire una nuova tappa di cammino. L’attenzione alla formazione ci ha portati a pensare la catechesi più situata nelle dinamiche ecclesiali, più in interazione con tutte le dimensioni della vita cristiana (liturgia, carità, preghiera, esperienza ecclesiale…), più attenta a misurarsi con la centralità dei soggetti e con i processi di maturazione; ma ci ha spinti anche ad allargare ulteriormente gli orizzonti e ci ha provocati a situare più profondamente la catechesi dentro i processi culturali attuali e dentro il processo storico-salvifico. Da ciò la necessità di riprendere la questione ermeneutica e di ripensare più radicalmente il senso e il modo della doppia interpretazione o della doppia fedeltà (a Dio e a l’uomo), che caratterizza l’identità della catechesi.

Il tema di quest’anno si inserisce in un progetto più globale che va sotto il titolo di Ri-dire la fede: per una nuova stagione kerigmatica e per una rinnovata attenzione a questa cultura; tale progetto prevede un ulteriore sviluppo nei temi dei convegni dei prossimi anni, che rivisiteranno: la problematica dei luoghi della catechesi, l’identità della catechesi tra recupero delle radici e profezia (in una rinnovata comprensione della Dei Verbum e della Gaudium et Spes) e la questione del rapporto tra catechesi, kerigma e Scrittura (si vedano le “Linee programmatiche del cammino dell’AICa nel prossimo quadriennio 2005-2009").

 

Gli interrogativi e le direzioni di ricerca del Convegno

 

Il titolo del Convegno di quest’anno sottende una serie di interrogativi, che vanno in due direzioni:

1. La catechesi dovrà forse rivisitare il modo con cui essa esercita il suo servizio alla Parola? In un clima caratterizzato dal bisogno e allo stesso tempo dalla negazione delle radici culturali, dalla ricerca di sorgenti genuine della tradizione, dal diffondersi del contatto diretto con la Scrittura, da una certa resistenza alle mediazioni, cosa vuol dire mediare la Parola? Non bisognerà immaginare in certo modo un rapporto più stretto, più immediato, quasi senza mediazioni con la Rivelazione? Non dovrà la catechesi, più che riprendere e rendere significativa per l’uomo d’oggi la Rivelazione, in qualche modo farsene traccia, prolungarla? Dire, nel titolo del Convegno, eco e richiamare quindi il significato originario di katechéin rinvia alla necessità da parte della catechesi di far risuonare più immediatamente la Parola, certo non semplicemente ripetendola ma sicuramente ripensando il senso del mediare e dell’interpretare.

2. La catechesi, mentre si sforza di abitare di più la Rivelazione, cerca di farsi interprete di vera umanità e della speranza che abita il cuore di ogni uomo. Anche su questo versante si pongono degli interrogativi: la catechesi attuale riesce a interpretare le nuove sensibilità culturali? Si misura davvero coi fenomeni dell’interculturalità, del dialogo interreligioso, della frammentarietà culturale e interiore, con la crisi della domanda di senso e di progettualità, con le modalità dell’attuale bisogno di religione? Sta verificando i modi in cui nella nostra cultura si parla di Dio? E ancora: i modelli antropologici della ricerca di senso, dell’educazione della dimensione religiosa della vita, consacrati in questi anni, sono ancora all’altezza della situazione? Anche qui si tratta forse di verificare come la catechesi, più radicalmente, possa abitare la speranza dell’uomo di oggi.

 

L’itinerario, il metodo e lo stile

 

L’itinerario e la metodologia del Convegno implicano l’apporto di tutti i partecipanti. L’intento è che il Convegno sia un vero luogo di ricerca insieme, un confronto aperto nella prospettiva della catechetica ma con l’apertura ad apporti e provocazioni non strettamente interni alla catechetica. Allo stesso tempo si vuole far arrivare esperienze e tentativi della prassi ecclesiale e dare alla nostra riflessione, che pure dovrà avere un carattere di ricerca anche teoretica di nuove strade, il senso di una possibile ricaduta nella comunità ecclesiale italiana, in questo cammino di testimonianza della speranza cristiana, che ha un momento significativo nel Convegno Ecclesiale di Verona.

Le tappe del convegno sono così articolate:

1.      La presentazione di due esperienze (il SIRT e la catechesi biblica di Verona) attraversate dall’intento ermeneutico, che faranno da input alla riflessione.

2.      Il lavoro più teoretico a partire da due provocazioni, esterne al mondo della catechetica (una di taglio filosofico-teologico e l’altra di taglio educativo), e nel confronto in assemblea.

3.      Il lavoro dei laboratori, che permetterà un ulteriore e più ravvicinato confronto e allo stesso tempo un orientamento delle nostre riflessioni in senso più strettamente catechetico e di propositività per il cammino ecclesiale.

4.      Il momento delle conclusioni, che focalizzerà alcuni punti acquisiti e le piste di ulteriore cammino.

Fanno parte integrante dell’esperienza:

- l’itinerario artistico-catechetico in Firenze e in rapporto con la comunità cristiana di Firenze;

- i momenti della preghiera e delle celebrazioni liturgiche.

Ci aiuteranno a situare la nostra riflessione dentro la tradizione vivente della Chiesa e dentro il Rivelarsi sempre attuale di Dio.

Sicuramente l’esperienza ci aiuterà anche a rafforzare la nostra amicizia e dare ulteriore slancio alla vita della nostra Associazione.

 

Per approfondimenti sul tema del convegno puoi leggere i contributi preparatori.