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Linee programmatiche del cammino dell’AICa nel prossimo quadriennio (2005-2009) |
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dicembre 2005 Ciascuno è invitato a comunicare le proprie impressioni e suggerimenti. Auspichiamo la nascita di un dibattito che verrà pubblicato su queste pagine. |
PREMESSA
Presentandovi queste linee programmatiche cerco di dar voce:
a quanto ci siamo detti nell’ultimo convegno (Vitorchiano 25-27 settembre 2005), soprattutto nella mattinata conclusiva quando abbiamo raccolto alcune idee sul cammino futuro dell’Associazione
a quanto è emerso dal confronto con gli altri membri della Direzione nazionale (Luciano Meddi, Pio Zuppa e Giuseppe Biancardi). Questo confronto si è sviluppato a lungo nelle scorse settimane, prima per telefono e via email e poi attraverso un incontro che abbiamo fatto a Roma lo scorso 6 dicembre.
Queste linee non vanno intese in modo rigido; si presentano aperte e potranno essere rettificate strada facendo a partire dalle sollecitazioni e dalle istanze che emergeranno dalla vita dell’Associazione.
Distinguo due momenti:
1. un momento teoretico, che si riferisce a tematiche di riflessione per l’Associazione o, più esattamente, alle direzioni di ricerca;
2. un momento operativo, che si riferisce alla vita e organizzazione dell’Associazione.
1. DIREZIONI DI RICERCA
Propongo, a nome anche degli altri membri della Direzione, tre grandi aree tematiche che sono anche tre livelli di riflessione, che si intrecciano profondamente tra loro:
a - la prassi formativa della Chiesa
b - l’orizzonte (duplice: umano/culturale e teologico/storico-salvifico) della catechesi e delle proposte formative
c - l’identità della catechetica
a - la prassi formativa della Chiesa
Quest’area raccoglie più direttamente le sfide che vengono dalla prassi ecclesiale. La categoria della “formazione” può aiutare a interpretarle.
L’ultimo convegno ha mostrato che il discorso sulla formazione va continuato.
Diversi nodi rimangono e richiedono ulteriore riflessione, ad es. quelli relativi a
Il sistema formativo ecclesiale (o la rete formativa): quale interazione e “rinvio” reciproco tra catechesi, liturgia, carità, preghiera? …tra interiorità, appartenenza ecclesiale e testimonianza? Probabilmente tale interazione ha bisogno di essere pensata in modo nuovo…
Il catecumenato e il suo ripensamento in termini attuali… (probabilmente serve un nuovo paradigma o un nuovo modo di pensare insieme “l’antico” e “il nuovo”).
La centralità della persona, il modello di personalità cristiana e i processi formativi.
Il primo annuncio nel contesto culturale attuale, segnato da pluralismo, relativismo, frammentarietà…
I luoghi della formazione: quelli ecclesiali, quelli laici… dovremo aprirci di più a un confronto col contesto della scuola e con l’insegnamento della religione?
Il laboratorio, nei suoi significati: educativi, antropologici, teologici…
La dimensione spirituale della formazione, ovvero un cammino formativo “nello Spirito”, nel primato della grazia.
È importante lavorare su questi temi valorizzando le esperienze e i tentativi in atto e, in ogni caso, interagendo col cammino ecclesiale attuale come anche coi documenti e con gli eventi che lo esprimono: si pensi ad es. al prossimo Convegno ecclesiale di Verona.
b - l’orizzonte (duplice: umano/culturale e teologico/storico-salvifico) della catechesi e delle proposte formative
Quest’area si gioca nell’interazione tra due versanti: quello della cultura attuale e quello della Rivelazione cristiana. Il modo dell’interazione dovrà probabilmente andare oltre la logica della correlazione o della duplice fedeltà. Esemplificando: la questione culturale attuale va interpretata attraverso il riprodurre la dinamica biblica della lettura sapienziale della vita; la storia della salvezza può essere interpretata in verità solo mentre la si riproduce; la cultura attuale va assunta meno ingenuamente e più criticamente; d’altra parte alcune istanze di vera umanità che attraversano, pur nel suo travaglio, la cultura attuale, e soprattutto alcune espressioni filosofiche aperte alla dimensione religiosa, offrono nuove chiavi interpretative per ricomprendere l’esperienza religiosa e l’educazione alla fede.
Alcuni input:
Rimane importante, per cogliere la problematica educativa attuale, l’apertura alle scienze umane e della comunicazione. Probabilmente il momento attuale ci sfida a spostarci, nel confronto, più sul piano antropologico e del senso profondo della vita umana.
Alcune categorie che fanno attualmente da orizzonte antropologico all’evangelizzazione (domanda o ricerca o attesa di senso, desiderio di autenticità…) sono (culturalmente e antropologicamente) in crisi e vanno ripensate. Probabilmente non sono nemmeno all’altezza di interpretare profondamente il senso della Rivelazione cristiana. Vanno forse sondate altre categorie; ad es.: la dignità umana, la responsorialità, la riconoscenza…
La soggettività va ripensata… con tutto ciò che vi è connesso, ad es. il senso della progettualità, la metodologia dell’essere soggetti o protagonisti, il senso dell’identità … (cf. il dibattito, di taglio filosofico, sulla fine della metafisica, sulla fine del soggetto…).
C’è nell’aria un bisogno di “antico”, di “tradizione”, di “memoria”, di “recupero delle radici”, che non va banalizzato…nello stesso tempo va aiutato a non risolversi in un ritorno nostalgico al passato. A questo si collega l’esigenza di una proposta formativa più agganciata alle tracce della tradizione cristiana, per esempio all’arte cristiana.
Il rapporto con la Rivelazione non può essere pensato come un rapporto con un contenuto statico da correlare all’umano. Bisognerà piuttosto riprodurre o prolungare la dinamica della Rivelazione… Le categorie: “correlazione”, “integrazione fede-vita” sono forse insufficienti.
I processi e i cammini formativi non possono semplicemente adagiarsi sugli apporti delle scienze pedagogiche. La dinamica della fede ispira e allo stesso tempo offre criteri di valorizzazione, di discernimento e di risignificazione…
C’è una questione di recupero non solo delle radici cristiane della cultura ma anche delle radici ebraiche all’interno del cristianesimo. Questo discorso ha forse grandi implicazioni per la catechesi... Si pensi ad es. a cosa significherebbe per la catechesi il recupero del senso ebraico della “parola” - “dabar”. Si pensi anche alla possibilità di cammini di fede centrati più sul senso della trascendenza di Dio che sul senso dell’oggettività della fede e del primato della conoscenza della fede, più sulla pratica religiosa che sulla comprensione dei presupposti teorici…
C’è nell’aria un bisogno di un rinnovato studio del Vaticano II e forse di una più profonda interpretazione dei suoi documenti. In vista della catechesi, vanno forse riapprofonditi o ripensati temi quali: il rapporto catechesi-Rivelazione, il senso e il modo della valorizzazione della Sacra Scrittura, il senso e il modo del dialogo col mondo contemporaneo.
c- l’identità della catechetica
La catechetica è dunque scienza del “fatto formativo” ecclesiale, riflessione centrata sul senso e i modi del dialogo tra il divino e l’umano. Tale riflessione si attua attraverso una rinnovata interazione sia con le scienze umane (dalle scienze pedagogiche a quelle della comunicazione a quelle antropologiche e all’ermeneutica) sia con le scienze teologiche (dalla teologia fondamentale alla teologia morale, liturgica, all’ecclesiologia…).
Tuttavia, dopo gli anni della difesa degli ambiti specifici o dei dibattiti sulla epistemologia specifica delle singole discipline, sembra che debba subentrare nella cultura ecclesiale un tempo di dialogo meno difensivo e più centrato sulla ricerca di intuizioni di fondo o di paradigmi nuovi di interpretazione e dell’iniziativa di Dio e dell’umano e… del loro intreccio.
Anche qui, alcuni input:
La questione dell’identità della catechetica, pur importante, viene per ultima, nel senso che la catechetica solo mentre si decentra sulle sfide che vengono e dalla prassi ecclesiale e dal versante teoretico, ritrova sempre di più se stessa…
Se si rinnova o si allarga la comprensione della catechesi (v. lo spostamento sulla categoria della “formazione”), si rinnova e si allarga anche la comprensione della catechetica…
Per cogliere in modo rinnovato il senso e l’identità della catechesi, forse va privilegiato, ripreso e riapprofondito, il canale della riflessione sulla Rivelazione… come anche quello di un confronto più serio con la riflessione attuale sul linguaggio e con l’ermeneutica. Alcune espressioni – come: “farsi eco della Parola”, “ispirazione” –, lavorate ermeneuticamente, aprono forse la strada ad una ricomprensione più profonda e della catechesi e della catechetica.
Un altro canale da privilegiare è una comprensione della catechetica in rapporto alle dinamiche ecclesiali, ai processi del costruirsi e del rinnovarsi delle comunità ecclesiali. La catechetica in certo senso accompagna il rinnovamento ecclesiale.
2. VITA E ORGANIZZAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE
Le direzioni di ricerca e i convegni
Le tematiche indicate, distribuite nei tre livelli che - lo ribadisco - si implicano profondamente, costituiscono come un grande serbatoio a cui attingere per
ricerche di singoli membri dell’Associazione
iniziative e convegni locali
il convegno nazionale annuale.
Abbiamo fatto un’ipotesi per i prossimi convegni nazionali: una tematica generale che si specifica in quattro aspetti, ciascuno dei quali può essere tema di un convegno annuale. I titoli sotto indicati sono, per adesso, solo indicativi.
Tema generale:
Ri-dire la fede: per una nuova stagione kerigmatica e per una rinnovata attenzione a questa cultura
I quattro temi specifici:
1. La questione ermeneutica: la catechesi tra Parola e interpretazione.
2. I luoghi o il “sito” della catechesi; ovvero: per una catechesi più “situata” in un credibile vissuto ecclesiale.
3. La catechesi tra recupero delle radici e profezia, tra la “Dei Verbum” e la “Gaudium et Spes”.
4. Catechesi, kerigma e Sacra Scrittura.
Metodologia del convegno:
dal vissuto ecclesiale (attraverso: input su esperienze e tentativi in atto, problematizzazioni, ecc.)…
all’approfondimento teoretico (relazione, voci fuori campo, gruppi di studio)…
all’indicazione di linee di ricerca catechetica e di impegno ecclesiale (gruppi di studio, conclusioni aperte…)
La comunicazione e il sito
Per la comunicazione tra di noi privilegiamo per lo più la posta elettronica (creando collegamenti, come faceva bene Luciano, tra email e sito). Un paio di volte all’anno si può spedire una lettera per posta: a gennaio per invitare a rinnovare l’iscrizione e il pagamento della quota (magari con un bollettino postale predisposto); a marzo-aprile per invitare al Convegno annuale e mandare il programma).
Il sito dovrebbe:
aiutare il senso di appartenenza all’Associazione
essere un punto di riferimento per chi vuole orientarsi sullo stato della ricerca catechetica in Italia (ma favorendo aperture anche con altri contesti culturali)
favorire la circolazione (e un attingere in presa diretta) di materiali (o di parti di materiali) che pubblichiamo
permettere una maggior conoscenza tra di noi, dei nostri interessi di ricerca, delle cose che pubblichiamo…
Responsabile tecnico del sito è Roberto Dimonte. Lo ringrazio per la disponibilità a mettere a servizio dell’Associazione le sue competenze e la sua passione per le tematiche educative.
È ben gradito l’apporto di tutti… Chi ha delle idee si faccia pure avanti.
Suddivisione di competenze in vista dell’animazione della vita dell’associazione
Salvatore Currò:
partecipa agli incontri dei Presidenti delle Associazioni Teologiche (CATI)
partecipa agli incontri dell’équipe europea dei catecheti
coordina la preparazione del Convegno annuale
cura il sito insieme a Roberto Dimonte
coordina e tiene le fila (o almeno ci prova…)
Luciano Meddi:
è il delegato dell’Associazione presso il CATI
fa da collegamento con l’AICa romana
nell’immediato curerà la pubblicazione del volume sulla “Formazione” (che raccoglie il lavoro degli ultimi due anni)
Giuseppe Biancardi:
si preoccupa di raggiungere i giovani catecheti e di reperire nuovi iscritti
tiene i contatti (o cerca contatti) con gli ambienti catechetico-teologici del Centro-Nord (con particolare occhio a Milano, Triveneto…)
cerca di incoraggiare e sostenere iniziative di studio e convegni locali del Centro-Nord
Pio Zuppa:
tiene i contatti con gli ambienti catechetico-teologici del Centro-Sud
cerca di incoraggiare e sostenere iniziative di studio e convegni locali del Centro-Sud
cura il rapporto coi Teologi pastoralisti
Abbiamo pensato di coinvolgere un altro socio come “economo” dell’Associazione. Abbiamo chiesto l’aiuto di Savino Calabrese, il quale ha accettato (lo ringrazio di cuore della sua disponibilità).
Continuerà a darci la sua collaborazione Agnès De Souza, per alcuni aspetti di segreteria (terrà aggiornato il tabulato con i dati dei soci e amici) e al Convegno annuale. Anche a lei un vivo ringraziamento per l’apporto che ci ha dato in questi anni e che continua a darci.
Altre informazioni
La quota annuale: secondo le indicazioni dell’ultimo convegno, è di € 40.
La Direzione annuale si radunerà due volte all’anno: una volta a novembre/dicembre, una volta a marzo/aprile. A seconda degli argomenti da discutere, si potrà invitare di volta in volta qualche altro socio.
GUARDANDO AVANTI…
Vorrei aver trasmesso con questo testo:
l’ottimismo e la voglia di camminare ulteriormente come Associazione, che ho colto a più riprese (già nel convegno di settembre e nei contatti successivi che ho avuto con molti di voi)
il desiderio di sentirci corresponsabili nel cammino dell’Associazione e di crescere nel senso di appartenenza ad essa.
Salvatore Currò